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L’aumento dei rischi sull’economia globale evidenzia l’urgenza di rafforzare il multilateralismo

10 Ottobre 2019 News Orient Express


La comunità internazionale è sempre più preoccupata per le prospettive economiche globali. Il nuovo presidente del Fondo monetario internazionale (FMI) Kristalina Georgieva ha avvertito che, sotto l’influenza delle guerre commerciali e di altri fattori, il tasso di crescita globale scenderà al livello più basso dal 2010. In risposta ai crescenti rischi economici globali, i ministri delle Finanze di Australia, Singapore, Indonesia e Canada hanno recentemente scritto un articolo a più firme, sottolineando che il multilateralismo è l’unica scelta percorribile per affrontare le attuali sfide politiche ed economiche globali. Ciò evidenzia la necessità e l’urgenza di rafforzare le intese multilaterali e di difendere l’ordine del libero scambio.
Da quando è entrata in carica, l’attuale amministrazione degli Stati Uniti ha promosso con forza lo slogan “America First”, scatenando guerre commerciali ovunque. Il protezionismo è dilagato e le fratture tra i Paesi occidentali hanno continuato ad aumentare. L’ordine politico ed economico internazionale andato costituendosi dopo la seconda guerra mondiale sta affrontando sfide senza precedenti. Molte persone provano assoluto pessimismo nei riguardi della direzione futura del mondo.
Allo stesso tempo, la crescita economica globale è sottoposta a una forte pressione concreta. In un rapporto pubblicato a settembre, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha ridotto le sue previsioni di crescita economica globale per l’anno in corso dal 3,2 al 2,9%: si tratta del tasso di crescita più basso dell’economia globale dalla crisi finanziaria del 2008. E la previsione per la crescita economica globale per l’anno prossimo è stata ridotta dal 3,4 al 3%.
Di fronte alle tante incertezze, la comunità internazionale deve farsi portabandiera del multilateralismo, implementandolo su più piani.
In primo luogo, i grandi Paesi dovrebbero assumersi maggiori responsabilità ai fini del mantenimento del multilateralismo e delle regole del libero scambio. Secondo un’analisi del FMI, entro il 2020 l’economia globale perderà circa 700 miliardi di dollari a causa delle controversie commerciali: questo valore corrisponde a circa lo 0,8% del PIL globale. Le principali economie del mondo, rappresentate dai Paesi del G20, devono rafforzare la comunicazione e il coordinamento a livello di politiche macroeconomiche, salvaguardare e sostenere il sistema multilaterale basato su regole e proteggere efficacemente l’apertura degli scambi e degli investimenti. I leader cinesi hanno ripetutamente ribadito che la Cina porterà avanti con fermezza le riforme e l’apertura e intraprenderà azioni concrete per ridurre gli ostacoli frapposti all’ingresso degli investimenti stranieri.
In secondo luogo, i Paesi sviluppati devono assecondare la tendenza generale dello sviluppo mondiale e consentire ai mercati emergenti di avere più diritti sotto il profilo della partecipazione alla governance globale e della definizione delle regole multilaterali. L’ascesa dei mercati emergenti è un fatto irreversibile.
Inoltre, i vari Paesi e le varie economie devono rafforzare la loro fiducia nella cooperazione, affrontando le istanze anti-globalizzazione con azioni concreti volte a promuovere l’integrazione economica. Ad esempio, la Cina sta accelerando, assieme ai vari Paesi coinvolti, i negoziati relativi al Partenariato economico globale regionale (RCEP), e la Cina e l’UE stanno costantemente promuovendo i negoziati sugli accordi di investimento. Anche i negoziati sulla zona di libero scambio Cina-Giappone-Corea stanno facendo progressi. Queste iniziative potrebbero fornire stabilità all’incerta situazione internazionale.


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