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La lotta alla povertà della Cina traccia un modello per il resto del mondo

4 Ottobre 2019 News Orient Express


In occasione del 70esimo anniversario della fondazione della Nuova Cina, il novantenne Yuan Longping, noto esperto cinese di scienze agrarie, è stato premiato con la “medaglia della Repubblica”. Lo scienziato svolge da tempo attività di ricerca e promozione sul riso ibrido, dando un eccellente contribuito a problemi quali la sicurezza alimentare in Cina e l’approvvigionamento alimentare nel mondo.
All’inizio la Cina era uno dei Paesi più poveri del mondo. Ma affidandosi alle sue proprie forze, lavorando duro e con perseveranza, e grazie al successo del riso ibrido creato da Yuan Longping negli anni ‘70 del secolo scorso, è riuscita a provvedere al sostentamento di quasi il 20% della popolazione mondiale con solo il 9% di terre coltivate del mondo. La sua produzione cerealicola occupa da anni la prima posizione a livello globale. Ma non è tutto. La Cina ha ottenuto enormi risultati anche nella lotta alla povertà: negli ultimi 70 anni, ha ridotto di oltre 850 milioni il numero di poveri, contribuendo per oltre il 70% alla riduzione della povertà nel mondo.
Essendo la Cina il maggiore Paese in via di sviluppo, i successi da lei raggiunti nella lotta contro la povertà hanno generato una accelerazione del processo di riduzione della miseria a livello globale. Negli ultimi 70 anni, la Cina ha fornito un totale di oltre 400 miliardi di RMB a 170 Paesi e organizzazioni internazionali; ha inviato un totale di 600 mila operatori umanitari; ha implementato oltre 5000 progetti di assistenza all’estero; e ha provveduto alla formazione di oltre 12 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo, assolvendo appieno alle responsabilità di un grande Paese.
Tuttavia, a causa di numerosi fattori, come l’esistenza di correnti avverse alla globalizzazione, squilibri nello sviluppo o il riemergere del terrorismo, attualmente ci sono ancora più di 700 milioni di persone nel mondo che lottano disperatamente sulla soglia della povertà. “L’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile” ha come obiettivo primario l’eliminazione della povertà estrema. A questo proposito, essendo un grande Paese responsabile con una ricca esperienza alle spalle, la Cina dà molta importanza alla cooperazione di mutuo vantaggio, aiutando gli altri Paesi in via di sviluppo a rafforzare la loro capacità di sviluppo sostenibile attraverso l’aumento delle importazioni e l’ampliamento degli investimenti.
Secondo diversi dati statistici diffusi dalla Banca Mondiale, l’iniziativa “Belt and Road” aiuterà 7,6 milioni di persone nei vari Paesi coinvolti ad affrancarsi dalla povertà estrema e 32 milioni di individui a uscire da condizioni di povertà moderata. Durante il Forum sulla cooperazione sino-africana tenutosi a Beijing nel settembre 2018, la Cina si è impegnata a cooperare con i Paesi africani nell’ambito della promozione industriale e del rafforzamento delle capacità. L’impegno di Beijing è stato valutato altamente dai leader dei vari Paesi del continente africano. In futuro, la Cina continuerà a condividere con il resto del mondo l’esperienza maturata e i risultati raggiunti nella lotta alla povertà, contribuendo alla costruzione di un nuovo modello di cooperazione internazionale volto a contrastare la miseria. In questo modo, i raggi di luce emanati dallo sviluppo comune illumineranno il futuro prospero dell’intera umanità.


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