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Cina, il commercio con l’estero ha continuato a crescere dimostrando forte resilienza e potenzialità

9 Settembre 2019 News Orient Express


Stando agli ultimi dati rilasciati dall’Amministrazione generale delle dogane della Cina, nei primi otto mesi di questo anno, il volume dell’import-export di merci della Cina ha raggiunto quota 20 mila miliardi e 130 milioni di yuan, con una crescita del 3,6% su base annua. Tali risultati sono stati raggiunti con grande difficoltà per via della complicata situazione economica internazionale, e ciò prova che i fondamenti dell’economia cinese sono in grado di mantenere una tendenza positiva nel lungo periodo, continuando nel frattempo a innalzare la qualità ad un ritmo stabile, dimostrando in questo modo enorme resilienza e potenzialità.
Come conseguenza dell’unilateralismo e del protezionismo, lo scorso aprile, la WTO ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulla crescita di questo anno del commercio globale, passando dal 3,7% al 2.6%. Di fronte al ristagno generale del commercio con l’estero in tutto il mondo, quello cinese è riuscito a rimanere in crescita e ha continuato a innalzare la qualità ad un ritmo stabile per i primi otto mesi di quest’anno. Tali risultati sono attribuibili principalmente a tre fattori:
In primo luogo, la Cina ha continuato a ottimizzare la struttura del proprio import-export verso la fascia più alta della filiera industriale. In secondo luogo, il mercato dell’import-export della Cina è sempre più diversificato, il che ha permesso alle imprese di innalzare ulteriormente la capacità di affrontare i rischi. Infine, le imprese private hanno assunto un ruolo sempre più importante di motore della crescita del commercio con l’estero della Cina.
Un aspetto importante che vale la pena menzionare è che nei primi otto mesi di quest’anno, il volume dell’export della Cina verso gli Stati Uniti è stato pari a mille e 880 miliardi di yuan, con un calo del 3,7% su base annua; quello dell’import è stato di 545,01 miliardi di yuan, con un calo del 23,5% su base annua. Tale divario rivela che i prodotti degli Stati Uniti esportati in Cina sono più sostituibili. Va inoltre detto che nello stesso periodo la Cina ha registrato un surplus commerciale verso gli Stati Uniti di mille e 330 miliardi di yuan, con un incremento del 7,7%. Ciò dimostra che l’imposizione di dazi doganali aggiuntivi non è una soluzione ai problemi esistenti.
In un contesto mondiale in cui si assiste a un rallentamento della crescita economica e del commercio, il valore dell’import-export mensile della Cina ha superato per cinque mesi consecutivi i duemila e 500 miliardi di yuan, mostrando una forte resilienza. Questo è innanzitutto dovuto al fermo ampliamento dell’apertura del proprio mercato interno da parte di Beijing. Ne sono esempio l’istituzione della zona pilota e dimostrativa di Shenzhen, della nuova area costiera della zona di libero scambio di Shanghai e delle sei nuove zone pilota di libero scambio. Oltre a ciò, la Cina ha messo in atto una riduzione fiscale su larga scala e ha promosso ulteriormente l’agevolazione del commercio, si sta impegnando per far sì che l’apertura della Cina passi dal semplice spostamento di merci e fattori di produzione ad un livello maggiore coinvolgendo l’intero sistema paese, ciò darà un nuovo e forte impulso allo sviluppo del commercio della Cina con l’estero.
Negli ultimi anni, la dinamicità endogena delle imprese cinesi ha visto una continua crescita, il che ha dato un importante sostegno al commercio del Paese con l’estero. Il volume del commercio con l’estero delle imprese private e quello delle aziende a capitale straniero rappresentano rispettivamente il 40% del volume totale dell’import-export della Cina. La vitalità degli attori del mercato sarà rafforzata come anche la dinamicità endogena dello sviluppo del commercio con l’estero.


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