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Hong Kong, il tentativo di far cadere la RAS nel caos è destinato a fallire

6 Settembre 2019 News Orient Express


Nel corso dei recenti disordini che hanno avuto luogo a Hong Kong, una ristretta frangia di violenti ha proclamato apertamente l’“Indipendenza di Hong Kong”. Tale mossa presenta evidentemente le caratteristiche di una “rivoluzione colorata”, sullo sfondo della quale si riesce  gradualmente a distinguere l’intervento di una associazione politica di “stampo mafioso”, la National Endowment for Democracy (NED) degli Stati Uniti. Tuttavia, al di là di quanti problemi creerà, il suo tentativo di dar vita a una “rivoluzione colorata” a Hong Kong è sicuramente destinato a fallire.

In quest’ultimo secolo, la NED ha operato senza freni in più di cento paesi e regioni. Dal Venezuela all’Ucraina, dal Myanmar alla Tunisia, fino ad arrivare alla Libia, all’Egitto e alla Siria, si trovano sempre tracce del ruolo svolto dalla NED nel fomentare rivolte.

La National Endowment for Democracy degli Stati Uniti ha da tempo allungato la sua mano nera su Hong Kong. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, a partire dal 1995, la NED ha continuato a finanziare l’opposizione di Hong Kong attraverso un ente suo affiliato, il National Democratic Institute (NDI). Fino all’inizio del 2015, l’NDI ha finanziato complessivamente una cifra superiore ai 3,95 milioni di dollari.

Tuttavia, a Hong Kong non c’è terreno fertile per una “rivoluzione colorata”. La Cina non permetterà mai nessuna attività che metta in pericolo la sovranità nazionale e che sfidi il potere del governo centrale e della Legge fondamentale della Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong o che usi Hong Kong per infiltrarsi e distruggere l’entroterra.

Hong Kong è una regione della Cina. In caso si verificassero disordini di un’entità tale da non poter essere gestiti dal governo della RAS, il governo centrale non rimarrà seduto a guardare ma adotterà sicuramente misure efficaci e dispiegherà forze sufficienti a sedare rapidamente tutti i disordini, oltre che tagliare risolutamente qualsiasi “mano nera” che dall’esterno cerchi di manipolare la vita politica di Hong Kong.


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