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Manifestazioni ad Hong Kong, Twitter e Facebook capovolgono la realtà dei fatti

21 Agosto 2019 News Orient Express


Giorni fa Twitter e Facebook hanno detto di aver bloccato quasi mille account, con l’accusa che attraverso di essi alcuni utenti diffondono “notizie false” sulle manifestazioni di Hong Kong con il sostegno delle istituzioni cinesi. Tuttavia i navigatori attenti si sono ben resi conto che le foto e le news bloccate dai due social media sono in realtà informazioni oggettive che fanno mostra degli attacchi compiuti dai manifestanti illegali presso il Consiglio legislativo di Hong Kong.

La posizione assurda, assunta da Twitter e Facebook – che confondono il nero con il bianco – ha reso evidente la falsità delle cosiddette “Libere opinioni pubbliche”, e i due social media sono ormai complici delle forze politiche che hanno provocato le violenze di Hong Kong. Twitter e Facebook hanno realizzato questo capolavoro “a torso nudo”, forse perché non provano vergogna per quanto hanno fatto?

In realtà non è la prima volta che Twitter e Facebook, che hanno la reputazione di proteggere le “libere opinioni pubbliche” hanno gettato la maschera e si sono mostrati come strumento politico degli Stati Uniti. Durante il mandato di Hillary Clinton a Segretario di Stato Usa, nel corso delle violenze esplose contro il governo iraniano, Twitter aveva posticipato di 24 ore l’upgrade del sistema, facilitando l’organizzazione delle manifestazioni illegali a Teheran. Tale comportamento fu apprezzato da Hillary come “modello fondamentale della diplomazia degli Stati Uniti nell’epoca di Internet”. Twitter e Facebook sono stati ridotti, senza sconti, allo status miserevole di mezzi della politica americana, divenendo argilla morbida e plasmabile dalle mani dei politici statunitensi.

L’aspetto più ridicolo è che per giustificare le loro accuse nei confronti di “brutti fatti accaduti” i responsabili dei due social media abbiano diffuso bugie senza alcuna coscienza, calunniando in blocco degli utenti che avrebbero aderito ad un’iniziativa organizzata con il sostegno delle autorità cinesi. Con questo atteggiamento essi svalutano sé stessi e il loro grado di intelligenza.

Gli Stati Uniti sono uno Paese in cui si parla di libera opinione pubblica, tuttavia le iniziative dei due più grandi social media sulla questione di Hong Kong hanno dimostrato nuovamente alla comunità internazionale che le cosiddette “Libere opinioni pubbliche”, “Democrazia, giustizia e imparzialità” sono carte giocate arbitrariamente dai politici americani che, con il loro doppio standard, confondono senza scrupoli il nero con il bianco.


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