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USA, la politicizzazione della questione commerciale fallirà

20 Agosto 2019 News Orient Express


In un discorso pronunciato il 19 agosto, il vice presidente USA Mike Pence ha dichiarato che Washington “rispetta molto il popolo cinese”, e non spera affatto che il mercato cinese subisca perdite, tuttavia, se gli USA volessero raggiungere con la Cina qualche accordo commerciale, Beijing deve necessariamente rispettare tutte le promesse, tra cui il rispetto dell’integrità giuridica di Hong Kong sulla base della Dichiarazione congiunta Cina-Regno Unito firmata nel 1984.

Secondo gli analisti, l’osservazione del vice presidente americano si evidenzia ipocrita e assurda e fatta per politicizzare la questione commerciale e interferire pubblicamente negli affari interni cinesi, con l’intenzione di aumentare la pressione sulla Cina e il suo contenimento.

Se si ripercorre il processo in corso da oltre un anno delle consultazioni commerciali sino-americane, si scopre che ogni nodo è praticamente nato dall’inadempimento ai consensi e alle promesse e dalla mancanza di buona fede da parte di Washington. Da una parte brandisce il bastone delle tasse per nuocere gli altri e sé stesso, dall’altra fa finta di rispettare il popolo cinese e spera che il mercato cinese non subisca danni.

Per quanto riguarda la Dichiarazione congiunta Cina-Regno Unito menzionata nel suo intervento, si tratta di un documento politico firmato dalle parti cinese e inglese nel 1984 sul ripristino dell’esercizio della sovranità cinese su Hong Kong e sulle disposizioni per la transizione. Quando Hong Kong ritornò alla patria il primo luglio 1997, tutti i diritti e doveri nei confronti del Regno Unito previsti nella Dichiarazioni erano stati adempiuti, e il documento divenne ormai storico, a questo punto il governo cinese iniziò ad esercitare la sovranità sulla Regione ad amministrazione speciale sulla base della Costituzione e della Legge fondamentale di Hong Kong. In veste di vice presidente, Pence cerca di interferire negli affari interni solo con un documento storico già invalido, il che non solo lo rende una barzelletta internazionale, ma arreca anche vergogna all’immagine degli USA.

Dal collegamento tra la questione di Hong Kong e l’accordo commerciale Cina-USA, all’annuncio della vendita di F-16V a Taiwan per 8 miliardi di USD, fino al blocco di una serie di account su Twitter e Facebook che sostenevano la posizione del governo centrale cinese, le ultime mosse di alcuni esponenti americani hanno tolto il velo ipocrita del cosiddetto commercio equo e della libertà di espressione.

La Cina non sacrificherà mai la propria crescita per interessi altrui, né abbandonerà i propri diritti legittimi, a nessuno è permesso illudersi di poter danneggiare la Cina, e qualsiasi tentativo di politicizzare la questione commerciale fallirà sicuramente.


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