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Calunniare la Cina come manipolatore della valuta è un tipico doppio standard

9 Agosto 2019 News Orient Express


Il Dipartimento al Tesoro degli Stati Uniti ha recentemente elencato la Cina come un “manipolatore della valuta”, il che non solo viola i cosiddetti criteri giudiziari da essi stessi stabiliti, ma ignora anche le frequenti pressioni esercitate sulla Fed per la riduzione dei tassi di interesse da parte del governo degli Stati Uniti, il che costituisce in realtà un altro trucco per sopprimere la competizione tramite il ricorso al metodo del doppio standard.

Da tempo gli Stati Uniti approfittano dello status del dollaro USA come valuta di riserva internazionale per usare il tasso di cambio come strumento volto a mantenere l’egemonia americana. Recentemente, le politiche unilateraliste perseguite arbitrariamente dagli Stati Uniti e l’escalation degli attriti commerciali contro la Cina hanno intensificato le turbolenze dei mercati finanziari globali, l’elasticità del tasso di cambio del RMB è stato rafforzata sulla base del ruolo decisivo dell’offerta e della domanda del mercato, e la moneta cinese è di conseguenza andata incontro a delle fluttuazioni. Questi americani sembrano aver dimenticato quanto da essi stessi affermato, hanno cambiato rapidamente volto e accusato ridicolmente la Cina di “manipolare il tasso di cambio”, rilevando un comportamento contraddittorio e incredibile.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, nell’ultimo anno, alcuni statunitensi hanno ripetutamente esercitato pressioni sulla Fed affinché tagliasse i tassi di interesse, con l’intenzione di indebolire il tasso di cambio del dollaro USA. Influenzato da ciò, la Federal Riserve americana ha dovuto annunciare un taglio dei tassi il 31 luglio, quando l’economia statunitense non ha soddisfatto le condizioni per i tagli dei tassi di interesse. Quando la Fed ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta in più di un decennio, quattro ex presidenti della Fed, tra cui Paul Volcker, Alan Greenspan, Ben Bernanke e Janet Yellen, hanno pubblicato un articolo congiunto sul Wall Street Journal, affermando chiaramente che “gli Stati Uniti hanno bisogno di una Fed indipendente” e chiedendo di garantire che le decisioni di politica monetaria degli Stati Uniti non siano influenzate dalla pressione politica a breve termine. 

La Cina, in qualità di economia responsabile, mantiene da sempre le promesse fatte nei vari vertici del G20 sul tasso del cambio, e non l’ha mai utilizzato e non lo utilizzerà come uno strumento politico per rispondere alle controversie commerciali. Il forte deprezzamento del RMB non potrà mai corrispondere ai propri interessi. Alcuni esponenti americani calunniano la Cina di aver manipolato il tasso di cambio con doppio standard, il che non solo non riuscirà a sopprimere l’economia cinese, ma danneggerà anche la reputazione Usa nella comunità internazionale.


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