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Cina-USA: i negoziati non avranno mai esito positivo se Washington continuerà a non mantenere la parola data

3 Agosto 2019 News Orient Express


Gli Stati Uniti hanno ancora una volta adottato come mezzo di intimidazione le tariffe,minacciando che dal primo settembre imporrannodazi addizionali al 10% su 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi. Ma al contempo gli USAdichiarano di essere in attesa di un dialogo positivocon la Cina per raggiungere un accordo economico e commerciale completo. Da un lato, non mantengono la parola data, violando l’intesa raggiunta a Osaka dai capi di Stato dei due Paesi, dall’altro aspirano a dei risultati ideali: la logica di certi statunitensi è davvero difficile da comprendere. La sincerità sta alla base dei negoziati, dovremmo provare a chiedere: unacontroparte che si comporta in modo incoerente,come può ottenere la fiducia degli altri?

Nell’ultimo anno, la Cina ha condotto i negoziati con gli Stati Uniti con la massima sincerità e ha sempre messo al primo posto l’onestà,conseguendo progressi importanti. Tuttavia, dato che gli USA hanno violato per 4 volte le intese raggiunte, cambiando le carte in tavola e distruggendo così la loro credibilità, i negoziati tra le due parti hanno sperimentato molte peripezie.

Nel febbraio 2018, Beijing e Washington raggiungono un’intesa preliminare sull’ampliamento delle importazioni di prodotti agricoli e prodotti energetici dagli Stati Uniti. Ma, inaspettatamente, nel marzo dello stesso anno, la parte americana lancia il cosiddetto rapporto di “indagine 301” sulla Cina, annunciando che avrebbe imposto dazi addizionali al 25% su 50 miliardi di dollari di prodotti cinesi importati dagli USA.

Il 19 maggio 2018, Cina e Stati Uniti rilasciano una dichiarazione congiunta, in cui rendevano noto di aver raggiunto un’intesa e di aver deciso di “non combattere una guerra commerciale”. Ma dieci giorni dopo, la Casa Bianca getta via la dichiarazione congiunta, annunciando che avrebbe continuato a far avanzare il suo piano basato sull’aumento delle tariffe.

Il primo dicembre 2018, in occasione dell’incontro tra i due capi di Stato in Argentina, viene raggiunta un’intesa importante: le due parti concordano di interrompere l’imposizione di nuovi dazi e intensificano le consultazioni nei 90 giorni successivi, lavorando con impegno per abolire tutti i dazi doganali addizionali introdotti fino a quel momento. Tuttavia, la parte americana alza costantemente il prezzo dei negoziati e il 10 maggio scorso dichiara di aumentare i dazi doganali dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di beni cinesi importati dagli USA, compromettendo gravemente le consultazioni.

Il 29 giugno 2019, durante l’incontro tenuto a Osaka da Xi Jinping e Donald Trump vieneraggiunta una nuova intesa: i due capi di Stato concordano di riavviare le consultazioni economico-commerciali sulla base di uguaglianza e rispetto reciproco e gli Stati Uniti si impegnano a non imporre più nuovi dazi sui beni esportati dalla Cina.

Al termine del dodicesimo round di consultazioni economico-commerciali di alto livello tra Cina e Stati Uniti, le due parti rilasciano rispettivamente delle dichiarazioni, riconoscendo di aver condotto scambi costruttivi e concordando di tenere il prossimo round di consultazioni negli Stati Uniti a settembre. Tuttavia, dopo poco più di 30 ore, la parte americana cambia nuovamente le carte in tavola, facendo nuovamente allontanare dal giusto binario le consultazioni.

Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, una volta disse: “L’onestà è la miglior politica”. Ma, per il proprio tornaconto personale, alcuni politici statunitensi hanno politicizzato le questioni economiche e commerciali, applicando la cosiddetta “arte del commercio” agli scambi tra nazioni. In questo modo hanno ripetutamente violato le intese raggiunte nelle consultazioni economico-commerciali tra Cina e USA, danneggiando la reputazione degli Stati Uniti e causando gravi difficoltà ai negoziati.

La parte cinese ritiene da sempre che l’aumento dei dazi non risolverà i problemi. Solo attraverso le consultazioni si possono risolvere le divergenze. La Cina non avrà timore di nessuna pressione o minaccia ed è pronta a rispondere a qualsiasi sfida. Se gli Stati Uniti continueranno ad aumentare i dazi, la Cina dovrà adottare le contromisure necessarie per difendere risolutamente gli interessi centrali del Paese e gli interessi fondamentali del popolo.


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