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Con la riforma del FMI bisognerà continuare a innalzare la rappresentatività delle economie emergenti

17 Luglio 2019 News Orient Express


Il Consiglio Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha annunciato martedì 16 luglio che è stata accettata la richiesta di dimissioni da parte della presidente Christine Lagarde. Adesso sarà avviata immediatamente la procedura di selezione del prossimo presidente. In un periodo cruciale in cui il Fondo Monetario Internazionale sta conducendo la 15esima ispezione generale delle quote, chiunque prenderà il posto di Lagarde, dovrà promuovere attivamente la riforma delle quote e della governance del FMI, continuando a rafforzare il diritto di parola e la rappresentatività dei mercati emergenti e dei Paesi in via di sviluppo, al fine di permettere al Fondo Monetario Internazionale di salvaguardare al meglio la sua legittimità ed efficacia.

Da quando è stata nominata presidente del FMI nel 2011, Christine Lagarde ha compiuto sforzi importanti per promuovere la riforma delle quote e della governance. Nel 2016, il diritto di voto della Cina è passato dal sesto al terzo posto e anche il diritto di voto di India, Russia e Brasile è cresciuto. Allo stesso tempo, i Paesi sviluppati europei hanno rinunciato a due posti nel consiglio esecutivo, cedendoli ai mercati emergenti e ai Paesi in via di sviluppo.

Tuttavia, a giudicare dall’attuale posizione delle varie economie nella struttura economica mondiale, le quote e lo stato della governance del FMI non riflettono in modo oggettivo i cambiamenti intervenuti nella struttura economica.

Questa situazione, in cui la ripartizione delle quote e dei voti delle varie economie non corrisponde al loro status economico, non solo danneggia gli interessi dei mercati emergenti e dei Paesi in via di sviluppo, ma influenza anche la rappresentatività, l’obiettività e la legittimità del FMI stesso. Per questo motivo, David Lipton, attuale presidente ad interim del Fondo Monetario Internazionale, ha lanciato il seguente appello: “Per salvaguardare l’influenza globale e le risorse del FMI, dobbiamo ragionevolmente rafforzare il diritto di parola di quei Paesi la cui importanza economica è cresciuta e che sono pronti ad assumersi responsabilità corrispondenti”.

Attualmente, il FMI sta conducendo la 15esima ispezione generale delle quote e si spera trovi un’intesa sulla nuova formulazione di queste ultime, regolando su questa base la ripartizione delle quote. In futuro, indipendentemente da chi ci sarà al timone del Fondo Monetario Internazionale, si vedrà che il peso crescente dei mercati emergenti e dei Paesi in via di sviluppo nell’economia globale è una tendenza inarrestabile dei tempi. Pertanto, sarà necessario continuare ad aumentare le quote di questi Paesi nel FMI.

Nella struttura della governance, la composizione dei piani alti del Fondo Monetario Internazionale, ivi incluso il Comitato esecutivo,dovrà riflettere meglio i cambiamenti intervenuti nella struttura economica mondiale. Solo in questo modo il FMI potrà meglio difendere la sua obiettività e legittimità, rispondendo in modo più efficace alle crisi, salvaguardando la stabilità finanziaria internazionale e spingendo la governance economica globale verso una direzione più giusta e ragionevole.


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