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Commento su temi d’attualità: Cina, sanzioni alle imprese statunitensi che hanno venduto armi militari a Tai

13 Luglio 2019 News Orient Express


In quanto al recente fatto di vendita di armi militari da parte Usa a Taiwan pari a 2,22 miliardi di dollari, venerdì 12 luglio il ministero degli Esteri cinese ha annunciato che la parte cinese imporrà sanzioni alle imprese statunitensi che hanno venduto le armi a Taiwan. Si tratta delle necessarie e categoriche contromisure di uno stato sovrano per salvaguardare i propri importanti interessi statali.

La vendita statunitense di armi a Taiwan ha violato gravemente non solo il Diritto internazionale e le normi fondamentali, ma anche il principio di una sola Cina e i regolamenti stabiliti nei tre comunicati congiunti fra Cina e Stati Uniti. La vendita di armi a Taiwan da parte delle imprese statunitensi non risulta essere semplicemente una transazione commerciale, ma costituisce un atto a grave violazione della sovranità e degli interessi di sicurezza della Cina. Le sanzioni cinesi volte a queste imprese sono ragionevoli e legittime, il governo e le imprese cinesi non svolgeranno alcuna forma di cooperazione e scambio commerciale con coloro che intendono compromettono gli interessi nazionali del nostro Paese.

La sovranità è inviolabile e non si può interferire negli affari interni. L’approvazione da parte statunitense delle vendita di armi a Taiwan in questo momento non solo danneggerà la pace e stabilità dello Stretto di Taiwan, ma arrecherà anche danni alle relazioni sino-americane e alla cooperazione in aree importanti tra le due parti. La posizione della Cina sulla salvaguardia della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale è ferma e chiara. Qualsiasi azienda o individuo che voglia contestare, per il proprio interesse, la sovranità nazionale, l’unità, l’integrità e la sicurezza territoriali della Cina, deve pagare, alla fine, un prezzo pesante per il proprio comportamento di corta visione.


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