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La cooperazione fra Cina e Usa è in linea con la volontà dei loro popoli

5 Luglio 2019 News Orient Express


L’edizione del 3 luglio del “Washington Post” ha pubblicato il contenuto di una lettera aperta scritta al presidente Donald Trump e al Congresso degli Stati Uniti da circa un centinaio di personalità americane del mondo accademico, diplomatico, militare e commerciale, e intitolata “Rendere la Cina un nemico degli Stati Uniti è controproducente (“Making China a U.S. enemyis counterproductive”).

Il testo della lettera è stato sottoscritto da circa cento persone che hanno espresso inquietudine per la degradazione dei rapporti sino-americani, definendo questo fenomeno “non corrispondente agli interessi degli Stati Uniti e del mondo” e affermando che a Washington non esiste un consenso unanime nel considerare la Cina un nemico. Tale messaggio ha dunque trasmesso l’opinione dei cittadini americani sulla questione dei rapporti con Beijing.

Sono queste, nel dettaglio, le opinioni ragionevoli avanzate all’interno della lettera: la Cina non è un nemico economico degli Stati Uniti, i quali hanno la responsabilità di aver provocato il precipitare dei rapporti bilaterali; la volontà degli Usa di considerare la Cina come un nemico e di sganciarla dall’economia globale danneggerà l’immagine e la posizione internazionale degli Stati Uniti, nonché gli interessi economici delle altre nazioni; è molto importante che la Cina prenda parte alle discussioni su temi di grande rilevanza come la governance globale e il cambiamento climatico. Secondo la lettera, il modo migliore attraverso cui gli Stati Uniti potranno difendere i propri interessi sarà quello tornare ad essere competitivi in un mondo in costante cambiamento e di collaborare con gli altri Paesi e con le organizzazioni internazionali. Dunque il tentativo di danneggiare e contenere i nuovi contatti della Cina con il mondo si rivelerà un’azione controproducente.

Sono cinque le persone che hanno partecipato alla stesura del testo della lettera: esperti e studiosi dei rapporti sino-americani e politici di grande esperienza anche a livello diplomatico. La lettera è stata sottoscritta da 95 personalità che conoscono bene la Cina e che ritengono che creare inimicizia tra Washington e Beijingporterà esclusivamente risultati negativi.

In accordo al consenso raggiunto tra i due capi di Stato nel corso del Summit G20 di Osaka, i gruppi di contatto di entrambi i Paesi continueranno a coordinare le trattative economico-commerciali e a discutere dei dettagli della questione. A quanto pare sarà necessario molto impegno per superare le difficoltà e comporre le divergenze in modo adeguato.

La causa scatenante degli attriti commerciali tra Cina e Usa è da ricercare nell’imposizione da parte americana di dazi doganali sui prodotti importati di fabbricazione cinese, e per giungere ad un accordo sarà necessaria la completa rimozione di tali dazi da parte degli Stati Uniti.

Dunque se le due parti saranno in grado di rispettare il consenso raggiunto tra Donald Trump e Xi Jinping durante l’ultimo Summit del G20, conducendo le trattative con un atteggiamento di parità e rispetto reciproco, e cercando di venirsi incontro con azioni ispirate al mutuo beneficio, sarà possibile tenere accesa la speranza di giungere ad un risultato che soddisfi le aspettative del popolo cinese e americano, e che sia accolta con favore da tutta la comunità internazionale.


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