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Cina, maggiore apertura agli investimenti esteri con la creazione di nuove liste negative

1 Luglio 2019 News Orient Express


Domenica 30 giugno 2019 la Cina ha pubblicato ufficialmente due importanti liste negative attraverso le “Misure speciali di gestione per l’accesso agli investimenti esteri” e le “Misure speciali di gestione per l’accesso agli investimenti provenienti da altri Paesi nella zona di libero scambio”. In questo modo sarà possibile consentire agli investitori stranieri di operare in più campi in Cina, anche nel caso controllino la maggioranza o la totalità delle azioni delle aziende. La Cina ha dunque avviato questa iniziativa a meno di 48 ore dalla dichiarazione del presidente Xi Jinping al vertice G20 di Osaka, in accordo alla quale la Cina continuerà nel suo cammino di apertura che sarà estesa a cinque aree.

La nuova versione delle liste negative presenta tre caratteristiche: Anzitutto, la loro “riduzione” rispetto alle versioni precedenti. Il numero di voci dell’elenco negativo per la Cina (escluse le zone di libero scambio) è stato ridotto da 48 a 40, con un calo del 16,7%. Il numero di voci presenti nella lista negativa per le zone di libero scambio è diminuita da 45 a 37, con una riduzione del 17,8%. In secondo luogo, quasi tutti i settori – tra cui quello agricolo, minerario, della produzione, dei trasporti, delle telecomunicazioni a valore aggiunto, delle infrastrutture e dei servizi culturali – sono stati aperti agli investimenti stranieri. Infine, le zone di libero scambio continueranno a svolgere un ruolo pilota nel processo di apertura; basti pensare in questo senso alla rimozione, proprio in queste zone, delle restrizioni agli investimenti esteri in settori come quello della pesca e della stampa. La Cina ha dunque ancora una volta deciso di ampliare la sua apertura, di consentire alle imprese straniere presenti nel Paese di sentirsi a proprio agio e di contribuire in modo più importante alla cooperazione all’interno della catena industriale globale.

Negli ultimi anni la Cina ha continuato a portare avanti con decisione il processo di riforma e apertura estendendolo ad ogni ambito e riducendo – in termini di liste negative – le barriere all’arrivo di investimenti dall’estero. In seguito Beijing rimuoverà completamente anche le restrizioni non citate nelle liste negative. Ad esempio, le restrizioni determinate dall’elenco negativo della zona di libero scambio di Shanghai sono state ridotte da 190 a 37. Inoltre a marzo di quest’anno la Cina ha compiuto un passo importantissimo nel processo di apertura istituzionale con l’approvazione della legge sugli investimenti esteri che ha fatto chiarezza su questioni relative ai diritti di proprietà intellettuale e tecnologica delle imprese a capitale estero, sul sistema di gestione che integra il trattamento nazionale pre-ingresso alle liste negative, e sui diritti legittimi degli investitori stranieri in Cina.

Il rafforzamento del processo di riforma e apertura è anche una tappa obbligata per la Cina, e che le consentirà di perseguire uno sviluppo economico di alta qualità, migliorando il senso di guadagno dei cittadini. Negli ultimi anni, l’industria manifatturiera cinese ha sostanzialmente eliminato le restrizioni agli investimenti provenienti dall’estero ed ha accelerato il processo di apertura anche dell’industria dei servizi. Nel primo trimestre di quest’anno, il valore aggiunto dell’industria dei servizi in Cina ha rappresentato il 57,3% del PIL, con una differenza ancora importante rispetto al 70% dei Paesi sviluppati. In accordo alle liste negative aggiornate, saranno ridotte o annullate le restrizioni sugli investimenti esteri in vari settori tra cui quello delle agenzie marittime, del gas, del cinema, delle organizzazioni intermediarie per gli spettacoli, delle telecomunicazioni a valore aggiunto e di altre industrie di servizi. Tutto questo contribuirà a migliorare il livello di sviluppo di queste industrie cinesi, incoraggerà le aziende del Paese a rafforzarsi nella concorrenza e contribuirà a migliorare il senso di benessere e guadagno delle persone.

Molte aziende straniere considerano il mercato cinese come un aspetto importante della loro strategia di sviluppo a livello globale, ed hanno aumentato i loro investimenti verso la Cina. Oltre alla costruzione della prima super fabbrica mondiale da parte dell’azienda automobilistica americana Tesla, a Shanghai, British Telecom ha ottenuto una licenza che le ha consentito di diventare la prima società di telecomunicazioni straniera operativa in Cina. Anche UBS AG, presente in Cina, ha il completo controllo dei titoli UBS Securities, l’agenzia di assicurazioni Allianz (China) ha ricevuto l’approvazione a creare la prima compagnia estera cinese che opera in questo campo, mentre a Standard & Poor’s è stato concesso di accedere al mercato cinese del rating.

La riduzione delle voci all’interno delle liste negative per gli investimenti esteri non solo mostra la decisione della Cina di aprire sempre di più le sue porte all’estero, ma costituirà anche un’importante garanzia politica e una certezza per gli investitori stranieri che desiderano entrare in Cina per condividere le opportunità da essa offerte, nel rispetto dell’idea di mutuo beneficio.

I fatti hanno ripetutamente dimostrato che, indipendentemente dai cambiamenti cui il mondo è andato e sta andando incontro, il mare dell’economia cinese resterà sempre ampio, stabile e trasparente. È dunque opportuno ricordare che l’economia del Paese è disposta ad accogliere ogni partner sulla base dei principi di discussione, costruzione congiunta e condivisione, e che la Cina si è sempre incamminata con fiducia e senza tentennamenti sulla strada per promuovere la globalizzazione.

 

 


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