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Solo se il dialogo sarà paritario, Cina e Usa potranno risolvere i loro problemi

20 Giugno 2019 News Orient Express


Martedì 18 giugno il capo di Stato cinese Xi Jinping ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump, confermando l’incontro nel corso del prossimo vertice G20 che si terrà ad Osaka, acconsentendo a mantenere le comunicazioni tra i gruppi commerciali dei due Paesi. Questa notizia ha temporaneamente stemperato la preoccupazione mondiale e dato impulso alle borse di tutto il mondo.

A causa dell’aumento dell’incertezza economica e dell’escalation delle divergenze coommerciali, la WTO ha ridotto la previsione della crescita del commercio globale di quest’anno dal 3,7% al 2,6%. Anche la Banca Mondiale ha rilasciato un rapporto in cui si dice che la velocità della crescita economica globale di quest’anno e quella dell’anno prossimo sono state ridotte, rispettivamente, al 2,6% e al 2,7%, con un taglio dello 0,3% e dello 0,1% rispetto alle previsioni fatte a gennaio. Essendo la Cina un’economia responsabile ha sempre dato priorità alle consultazioni e ai negoziati al fine di salvaguardare la crescita economica mondiale e gli interessi dell’intera popolazione mondiale ed intende avviare le comunicazioni con gli Usa per trovare quanto prima una soluzione.

La cooperazione presenta una linea di fondo e i negoziati si basano su certi principi. Il punto chiave delle trattative commerciali tra Cina e Usa è la direzione comune basata sull’importante consenso raggiunto dai capi di Stato cinese e statunitense, alla fine del 2018 nel colloquio che si è tenuto in Argentina. I due Paesi devono portare avanti un dialogo paritario, che abbia come sue premesse la fiducia e il vantaggio reciproci, e che tenga conto di quelle che sono le rispettive ragionevoli preoccupazioni.

Dopo il colloquio telefonico tra i due capi di Stato, il rappresentante degli affari commerciali degli Usa, Robert Lighthizer, nella sua testimonianza di due giorni presso le due Camere del Congresso si è detto molto sorpreso. Durante la sua testimonianza davanti alla Commissione finanze del Senato, Lighthizer ha affermato che la questione non sarà risolta solo tramite il dialogo. Rispondendo alla domanda su come affrontare il fallimento delle trattative con la Cina, Lighthizer ha affermato che ad oggi non ha sentito parlare di nessuna soluzione migliore rispetto ai dazi doganali. Nella sua testimonianza nella Commissione finanze della Camera, il rappresentante degli affari commerciali ha affermato che occorre adottare un metodo che tenga conto non solo del miglioramento delle relazioni bilaterali, ma anche della salvaguardia dei vantaggi competitivi degli Usa per risolvere la questione con la Cina.

Nelle sue dichiarazioni, rilasciate sia prima che dopo, ha espresso da un lato la volontà di riavviare le consultazioni economiche e commerciali e di migliorare le relazioni sino-americane ma, dall’altro lato, ha inviato anche segnali sull’esercizio di una maggiore pressione tariffaria. Questo ovviamente non è il giusto atteggiamento per risolvere il problema.

I fatti dell’ultimo anno hanno dimostrato che sulla questione della risoluzione delle frizioni economico-commerciali sino-americane, le misure adottate dagli Stati Uniti per esercitare una forte pressione sulla Cina si sono rivelate del tutto inefficaci, e che se non hanno funzionato ora non funzioneranno nemmeno in futuro. È possibile constatare come, da quando gli Stati Uniti hanno aumentato le tariffe doganali su 200 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina, a maggio di quest’anno, Pechino ha adottato una serie di contromisure: dal primo giugno, la Cina ha aumentato di nuovo le tariffe su parte dei 60 miliardi di dollari di prodotti che rientrano nella lista di merci importate dagli Usa a cui erano già state aggiunte delle tariffe. La Cina ha avvertito gli Usa di non utilizzare i beni prodotti con le terre rare importate dalla Cina per frenarne lo sviluppo. La Cina ha elaborato un sistema basato su un “elenco di entità inaffidabili”. Le misure di risposta adottate dalla Cina sono sempre più mature, meditate e determinate, dimostrando pienamente che la Cina è pronta a rispondere colpo su colpo.

“Rispetto, integrità, uguaglianza, mutuo vantaggio” sono le parole chiave dei negoziati condotti dalla Cina. Gli Stati Uniti dovrebbero ora essere più consapevoli delle preoccupazioni fondamentali della Cina e capire che la linea rossa della Cina non deve essere superata, e che la linea di fondo non deve essere messa in discussione.

Sono rimasti solo meno di 10 giorni dall’incontro di Osaka tra i capi di Stato dei due Paesi. Se gli Stati Uniti continueranno con questo atteggiamento che li vede trattare e, al contempo, esercitare pressioni attraverso le tariffe, la situazione può solo peggiore. Solo se porteranno avanti un dialogo paritario, tenendo conto delle rispettive preoccupazioni ragionevoli, Cina e Usa potranno risolvere i loro problemi.

 

 


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