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Crollo della borsa di New York per impatto della frizioni commerciali sino-americane

14 Maggio 2019 News Orient Express


La settimana scorsa il governo americano ha improvvisamente annunciato di effettuare un aumento dei dazi doganali dal 10% al 25% su 200 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina. Il 13 maggio il Comitato per la politica doganale del Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un comunicato, in cui ha affermato che la misura degli Usa ha provocato l’escalation delle frizioni economico-commerciali sino-statunitensi, ha violato il consenso raggiunto dalle due parti di risoluzione delle divergenze commerciali tramite consultazioni, ha danneggiato gli interessi delle due parti e non corrisponde alle aspettative generali della comunità internazionale. Per salvaguardare il sistema commerciale multilaterale e i propri diritti e interessi legittimi, la Cina non ha potuto che imporre tariffe doganali aggiuntive su parte della lista dei prodotti provenienti dagli Stati Uniti. Sotto influenza delle frizioni commerciali sino-statunitensi, il 13 maggio, ora locale, sono crollati I’indice DJIA (Dow Jones Industrial Average) e il Nasdaq Composite Index della borsa di New York. Tutti i settori americani inclusi la Banca Goldman Sachs Group e le compagnie di consulting commerciale hanno affermato apertamente che i dazi doganali apporteranno il massimo impatto all’economia americana.

Il giorno 13, il Dow Jones ha aperto con 443 punti in meno, in calo dell’1,7%, mentre il Nasdaq Composite Index ha aperto con 187 punti in meno, in calo del 2,4%. In chiusura, il Dow Jones è sceso di 617 punti rispetto al precedente giorno di mercato, chiudendo con 25325 punti, in calo del 2,9%, segnando il suo maggiore declino dal 3 gennaio di quest’anno. Il Nasdaq Composite Index è sceso del 3,4%, con il più grande calo di quest’anno registrato in un solo giorno. L’indice azionario Standard & Poor’s 500 è sceso in giornata del 2,4%.

La Banca Goldman Sachs ha di recente pubblicato un rapporto, affermando che come dimostrato dalle ricerche, il costo dei dazi doganali precedentemente imposti dal governo cinese sui prodotti cinesi esportati verso gli Usa sono completamente ricaduti sulle imprese e sui consumatori americani. Inoltre, secondo il rapporto, se le frizioni commerciali tra Cina e Usa dovessero aggravarsi, il tasso di crescita del PIL degli Usa scenderà di 0,4 punti percentuali, e se le frizioni dovessero causare la svendita in borsa, il tasso di crescita del PIL degli Usa andrà incontro a un’ulteriore diminuzione.

Inoltre, dal momento che gli Usa hanno avviato la guerra commerciale contro diversi paesi inclusa la Cina, provocando l’imposizione di dazi doganali punitivi da parte di questi paesi sui prodotti statunitensi esportati, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell’Agricoltura americana il 10 maggio, nel quadro di tensione commerciale, vi saranno in eccesso colture agricole e offerta di allevamento.

La Cina spera che gli Usa possano rientrare nella corretta orbita di consultazioni economico-commerciali bilaterali, impegnarsi assieme alla parte cinese e venirsi incontro, al fine di raggiungere un accordo di mutuo vantaggio e win-win sulla base del rispetto reciproco.

 

 


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