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Brexit, ci sarà un miracolo tra sei mesi?

15 Aprile 2019 News Orient Express


Lo stallo della Brexit continua a essere difficile da risolvere. Dalle ultime notizie apprendiamo che “è molto probabile” che il Parlamento britannico riceva una mozione per un secondo referendum sulla Brexit, avviando una nuova discussione in merito.

Tuttavia, un secondo referendum causerebbe dei problemi: è ancora questa la “democrazia” di cui l’Occidente si sente orgoglioso? Se qualcuno non sarà d’accordo con l’esito del secondo referendum e ne chiederà un terzo, cosa si farà a quel punto? Questo è anche il motivo per cui la premier britannica Theresa May è fermamente contraria all’ipotesi di un secondo referendum.

La settimana scorsa, l’Ue ha tenuto un vertice di emergenza, in cui le parti hanno alla fine raggiunto un compromesso sulla nuova scadenza e sulle nuove condizioni della Brexit, concedendo al Regno Unito una proroga al 31 ottobre, con un rinvio della Brexit di massimo 6 mesi; durante questo periodo, i diritti del Regno Unito come membro dell’Ue non saranno limitati, e se laccordo sulla Brexit sarà approvato prima della scadenza, il Paese potrà uscire in anticipo dall’Ue.

La proroga al 31 ottobre ha dato al governo di Theresa May l’opportunità di riprendere fiato. Ma allora il Regno Unito riuscirà a uscire dall’Ue nei prossimi sei mesi? È difficile fare previsioni, dato che i negoziati tra il governo di Theresa May e il Partito laburista sono imprevedibili. Qualora i negoziati dovessero fallire, considerando che il Parlamento britannico ha già votato contro una Brexit senza accordo, che direzione prenderà il Regno Unito?

Va notato che il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, dopo aver annunciato la nuova scadenza della Brexit, ha gridato agli “amici britannici”: “Per favore non buttate viaquesto tempo”. Mentre la risposta degli “amici britannici” è stata la seguente: giovedì scorso (11 aprile) il Parlamento britannico ha sospeso i lavori per due settimane, i suoi membri sono tornati a casa per Pasqua.


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