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Gli studenti italiani legano i propri sogni alla Cina

19 Marzo 2019 News Orient Express


Alla vigilia della ormai imminente visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping in Italia, per condividere l’esperienza da loro maturata nell’apprendimento della cultura e della lingua cinese e manifestare il loro desiderio di dedicarsi alla promozione dell’amicizia tra Cina e Italia, otto studenti del Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma hanno inviato una lettera al presidente Xi Jinping, ricevendo inaspettatamente una risposta. Dopo aver appreso che il presidente Xi Jinping li ha incoraggiati a diventare “messaggeri” degli scambi culturali tra Cina e Italia nella nuova era, i docenti e gli studenti italiani hanno fatto sapere che metteranno i propri sogni in stretto contatto con la Cina.

Giovanni Stoboloni, studente del secondo anno del Convitto Nazionale di Roma, mentre leggeva la lettera che ha scritto al presidente Xi Jinping insieme ad altri suoi sette compagni, non riusciva a contenere l’eccitazione e a nascondere la gioia. Questo ragazzo, che studia cinese da più di 4 anni, ha una pronuncia corretta e parla in modo fluido. Il Concorso “Chinese Bridge” ha finalmente premiato i suoi sforzi: Giovanni ha conquistato la medaglia d’argento insieme al suo partner nel concorso preliminare per gli studenti italiani e sammarinesi delle scuole secondarie. Dopo aver letto la risposta di Xi Jinping, nella quale il presidente cinese li incoraggia a “diventare i Marco Polo della nuova era e i messaggeri degli scambi culturali tra Cina e Italia”, Giovanni ha detto che lui e i suoi compagni hanno il dovere di presentare la cultura cinese ai loro coetanei.

“Abbiamo il compito di trasmettere la consapevolezza della diversità culturale, facendo capire che oltre ai punti di differenza ci sono tanti punti di vicinanza tra noi e i cinesi, tra la nostra generazione e quella cinese”.

Il convitto nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma, dove studiano Giovanni e i suoi compagni di classe, è un noto liceo scientifico internazionale. Nel 2009, il convitto è diventato la prima scuola superiore in Italia a inserire nell’impianto curricolare lo studio della lingua cinese, al fine di fornire agli studenti una prospettiva internazionale, dare vita a scambi multiculturali e accademici e coltivare talenti “a tutto tondo” in un contesto globale. Il “Vittorio Emanuele II” è anche una delle 6 scuole in Italia che hanno inserito la lingua cinese tra le materie dell’esame di Stato della scuola secondaria di secondo grado. Il Rettore-Dirigente Scolastico prof. Paolo Maria Reale ha affermato che tutti i docenti e gli studenti sono molto orgogliosi di aver avuto l’onore di ricevere una risposta dal presidente Xi Jinping. Queste le sue parole:

“Sicuramente questa risposta mi ha fatto molto onore. Si è trattato di qualcosa che non immaginavamo. Siamo assolutamente contenti e molto soddisfatti. È una delle voci più importanti del pianeta terra. Ma sono ancora più contento che abbia compreso lo spirito, l’umiltà, la dedizione e il lavoro che c’è dietro al nostro corso, che supporta i nostri studenti. Di questo non posso che essere molto orgoglioso, oltre che felice. Abbiamo messo le nostre conoscenze, le nostre competenze e le nostre best practices a disposizione delle altre scuole italiane che vogliono studiare cinese”.

L’esperienza e il modello di successo delineato dal prof. Reale derivano dalla cooperazione con l’Istituto Confucio. Nel 2010, il Convitto nazionale di Roma, in collaborazione con l’Istituto Confucio della Sapienza Università di Roma, ha istituito un’aula Confucio, che è diventata oggi quella che accoglie il maggior numero di studenti italiani. In questa aula, un totale di 850 studenti ha frequentato corsi sulla cultura e sulla lingua cinese, e, grazie all’aiuto di insegnanti cinesi, ha raggiunto risultati eccezionali. Zhang Hong, direttrice per parte cinese dell’Istituto Confucio di Roma, ha affermato che è necessario aprire un corso di cinese in questo liceo scientifico:

“Ogni anno, presso l’Istituto Confucio di Roma, tra i 6 e gli 8 insegnanti cinesi, insieme a due colleghi italiani, si occupano dell’insegnamento e della programmazione curricolari. Ci sono anche insegnanti provenienti da altri Istituti Confucio che danno istruzioni sui metodi di insegnamento e sull’organizzazione dei corsi, tenendo anche seminari accademici. Crediamo che la combinazione di studi umanistici e studi scientifici, e una formazione basata sull’insegnamento di più lingue rappresenti un modo per coltivare giovani leader internazionali e talenti multiculturali nell’epoca della globalizzazione”.

Nella lettera al presidente Xi Jinping, gli studenti hanno scritto: “Un anno fa abbiamo letto il suo libro ‘Governare la Cina’. In questo volume, propone il ‘Sogno cinese’. Siamo convinti che, dai tempi antichi a oggi, sia in Oriente che in Occidente, tutti aspirano a una bella vita”. Nicholas Kovacic, uno degli otto studenti che ha scritto al presidente Xi Jinping, ha partecipato alla finale del “Chinese Bridge” tenutasi in Cina l’anno scorso. Nicholas ha detto che il suo sogno è in stretto contatto con la Cina:

“Il prossimo anno andrò a studiare in Cina. Mi hanno preso all’Università di Duke Kunshan. Dopo l’università, spero di trovare spazio in questo progetto, un progetto grande a dir poco”.


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