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Il “fascino cinese” attira sempre più investimenti dall’estero 

12 Febbraio 2019 News Orient Express


Il 12 febbraio il ministero del Commercio cinese ha affermato che nel 2018 sono nate in Cina 60.533 nuove imprese a capitale estero, con una crescita del 69,8% su base annua. La quota di investimenti esteri utilizzati è stata di 885,61 miliardi di yuan, con un +0,9%, sempre su base annua. L’anno scorso, il volume di utilizzo dei capitali esteri sui mercati internazionali ha incontrato delle “correnti fredde”, mentre in Cina è stata registrata una controtendenza. Questo fatto dimostra chiaramente il grande fascino che il mercato cinese esercita sugli altri Paesi.

Citiamo qui tre caratteristiche distintive della Cina nell’utilizzo dei capitali esteri.

La prima riguarda l’ottimizzazione della percentuale e l’innalzamento di qualità e quantità nell’utilizzo dei capitali esteri. Secondo quanto rilevato dalle statistiche, l’anno scorso la percentuale di uso di questi capitali nel comparto manifatturiero cinese ha raggiunto il 30,6%, mentre nel manifatturiero hi-tech è cresciuta del 35,1%. Questi numeri sono direttamente collegati alle misure adottate l’anno scorso dalla Cina, tra cui l’annullamento dei vincoli alla percentuale delle azioni in capitale estero per le grandi attrezzature tecniche e il rilascio da parte dell’industria automobilistica del calendario del processo di apertura completa ai capitali esteri. Tesla ha impiantato a Shanghai la prima super fabbrica al di fuori degli Stati Uniti, BMW ha dichiarato un aumento di investimenti pari a 3 miliardi di euro verso la Cina, BP ha iniziato ad accrescere il numero delle nuove stazioni di rifornimento in Cina, che arriveranno a mille entro 5 anni. Tutte queste multinazionali stanno mostrando con azioni pratiche la loro fiducia nei confronti del mercato cinese.

La seconda caratteristica distintiva consiste nella crescita veloce dell’utilizzo degli investimenti esteri da parte delle regioni centro-occidentali della Cina. L’anno scorso, il volume degli investimenti esteri utilizzati dalle regioni occidentali del Paese ha raggiunto 64,6 miliardi di yuan, con una crescita del 18,5%; mentre nella parte centrale del Paese è stato di 64,8 miliardi di yuan, segnando un +15,4%. Questo è attribuibile alla promozione della strategia di sviluppo coordinato regionale e al maggiore sostegno offerto dal Paese alle zone centro-occidentali per attirare più investimenti dall’estero. La Cina continua a sostenere attivamente le regioni centrali, occidentali e del nord-est affinché ricevano industrie di livello internazionale a capitale estero. Il governo inoltre appoggia la parte orientale del Paese nel rafforzare gli investimenti e la cooperazione con le nazioni interessate dall’iniziativa “Belt and Road”, sviluppando cluster industriali orientati all’esportazione e offrendo uno spazio più ampio agli investimenti esteri verso la Cina.

Il terzo di questi aspetti distintivi risiede nella veloce crescita degli investimenti da parte delle economie sviluppate. Secondo le statistiche del ministero del Commercio cinese, nel 2018, gli investimenti di Gran Bretagna, Germania, Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti diretti in Cina sono cresciuti rispettivamente del 150,1%, del 79,3%, del 24,1%, del 13,6% e del 7,7%. Un aspetto importante di cui tenere conto è che, nonostante l’inasprimento degli attriti commerciali tra Beijing e Washington nel corso del 2018, gli investimenti americani verso la Cina hanno mantenuto una tendenza alla crescita. Exxon Mobil ha pianificato l’istituzione di un grande complesso per l’industria chimica nella città di Huizhou (provincia del Guangdong), mentre Burger King ha comunicato l’intenzione di aprire gli altri 1000 punti vendita in Cina in tre anni. Questi fattori mostrano che il mercato cinese, con i suoi quasi 1,4 miliardi di consumatori, può offrire alle aziende multinazionali molte occasioni di sviluppo.

Di fronte al deterioramento dell’ambiente globale per gli investimenti provocato dal protezionismo, dall’unilateralismo e dal populismo, la Cina ha continuato a richiamare investimenti dagli altri Paesi grazie alle grandi potenzialità del suo mercato, alla sua ferma decisione di continuare sulla strada dell’apertura e alle sue costanti azioni dirette al miglioramento dell’ambiente commerciale. A partire dall’anno scorso, la Cina ha iniziato a ridurre su vasta scala i costi e la pressione fiscale, ha tenuto la prima China International Import Expo, ha messo in atto in modo completo il trattamento nazionale per le aziende straniere prima dell’accesso al proprio mercato, insieme al sistema di gestione della lista negativa. Il Paese ha inoltre revisionato la legge sui brevetti e ne ha formulata una sugli investimenti provenienti dall’estero. Questi fattori, attraverso un significativo allentamento delle restrizioni per l’accesso al mercato, alla creazione di un ambiente di investimenti più attraente, ad una maggiore protezione della proprietà intellettuale e la crescita delle importazioni, hanno accelerato la velocità con cui sono stati attirati più investimenti dagli altri Paesi.

In accordo ai piani, la Cina continuerà in futuro ad impegnarsi su temi importanti come l’acquisto da parte del governo, la formulazione di standard, le politiche industriali e tecnico-scientifiche, la registrazione e l’accesso al mercato e ai finanziamenti. In questo modo ogni impresa a capitale estero che avrà fiducia nel mercato cinese potrà ottenere maggiori profitti e un più ampio spazio di sviluppo.

 

 

 

 

 


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