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Cina esamina per la seconda volta la Legge sugli investimenti esteri

29 Gennaio 2019 News Orient Express


Martedì 29 gennaio la Commissione permanente dell’assemblea nazionale del popolo, organo legislativo cinese, ha dato il via alla sua seconda esamina della Legge sugli investimenti esteri, iniziata ad un mese dalla conclusione della prima. Questo fatto mostra chiaramente l’intenzione della Cina vagliare e migliorare questa legge il prima possibile, poiché la sua approvazione rappresenterà un passo importante e decisivo nel processo di standardizzazione del proprio sistema.
Alla fine del 2018 la Cina ha sottolineato la necessità di promuovere la trasformazione da una fase di apertura, sul tipo e sul flusso di merci, a quella di un sistema standard e unificato, di ridurre le barriere per l’accesso al mercato e di adottare in modo completo il sistema di trattamento nazionale e di gestione della lista negativa. Questo consentirà di proteggere i diritti e gli interessi legittimi degli imprenditori stranieri in Cina, in particolare quelli relativi alla proprietà intellettuale.
L’aspetto centrale del processo di apertura attraverso la standardizzazione del sistema consiste nell’analisi comparativa delle regole internazionali e consentirà alla Cina di essere in linea con le norme adottate in prevalenza dalle maggiori economie del mondo. Questo è lo scopo della bozza di legge sugli investimenti esteri che andrà a sostituire la Legge sulle imprese a investimenti misti, quella sulle imprese straniere e quella sulle imprese per la cooperazione tra Cina e gli altri Paesi; essa diventerà dunque la normativa fondamentale che regola la presenza degli investimenti esteri. In questo modo la Cina riuscirà a fornire una maggiore garanzia e sarà in linea con le regole internazionali, innalzando il suo livello di apertura verso il mondo.
La bozza di legge sugli investimenti esteri, che svolge un ruolo di garanzia, stabilisce chiaramente che in Cina essi potranno beneficiare del trattamento nazionale e del sistema di gestione della lista negativa. Ciò sta a significare che oltre alla lista negativa del governo cinese, le imprese straniere che creano altre aziende in Cina o allargheranno le loro dimensioni potranno godere di un trattamento non discriminatorio.
In Cina, l’uso della lista negativa degli investimenti esteri è stato inaugurato nelle zone pilota di libero scambio nel 2013, e nel 2017 è stato esteso per la prima volta a livello nazionale, lanciando un nuovo pacchetto di misure per la gestione speciale degli investimenti esteri. Attualmente le misure restrittive per gli investimenti esteri sono state ridotte a 48. La nuova bozza di legge protegge senza dubbio l’apertura, la trasparenza dell’ambiente per gli investimenti in Cina.
Nel processo di stesura della legge l’organo legislativo cinese ha accettato le opinioni di alcune camere di commercio straniere e di imprese di investimenti estere; in questo modo il disegno di legge ha risposto direttamente alle richieste da loro avanzate. La Cina dunque garantirà la partecipazione delle imprese di investimenti estere alle gare di appalto pubblico attraverso una concorrenza equa.
Sulla questione della proprietà intellettuale, la bozza stabilisce che la Cina protegge i diritti di proprietà intellettuale degli investitori esteri e delle imprese a capitale straniero, riconosce i titolari di tali diritti e ne tutela gli interessi, incoraggiando una cooperazione in ambito tecnologico basata sul principio di volontarietà e sulle regole del business. La bozza sottolinea inoltre che “Le condizioni per la cooperazione in ambito tecnologico sono determinate dalle parti interessate in accordo al principio di equità, mentre gli organi amministrativi e il loro personale non devono abusare della loro posizione per forzare trasferimenti di tecnologie”. La bozza dispone infine che gli investitori stranieri possono liberamente trasferire i loro investimenti e i loro guadagni in RMB o in valuta estera nelle modalità stabilite dalla legge.
Gli analisti hanno sottolineato che a causa dell’unilateralismo, del protezionismo e di altre situazioni di incertezza, nella prima metà del 2018 gli investimenti diretti esteri a livello globale hanno visto una flessione di oltre il 40%, quelli diretti verso i Paesi sviluppati sono diminuiti di quasi il 70%, mentre l’anno scorso l’utilizzo di capitali stranieri ha superato quota 880 miliardi di yuan; questo ha creato un nuovo record con una crescita dello 0,9% su base annua. Grandi case automobilistiche come la statunitense Tesla e la tedesca BMW hanno aumentato i loro investimenti in Cina.
In questo momento la Cina si prepara ad introdurre una legge sugli investimenti esteri che fornirà garanzia legale al processo di apertura del Paese e rafforzerà la fiducia degli investitori stranieri nei confronti del mercato cinese. Essa favorirà la pianificazione a lungo termine degli investitori stranieri in Cina e il Paese potrà diventare una delle destinazioni più attraenti per gli investimenti provenienti dall’estero.
            


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