Home
  • Home
  • News
  • Orient Express
  • La Cina intende esattamente ciò che dice, quando parla di approfondimento delle riforme e dell’apertura

La Cina intende esattamente ciò che dice, quando parla di approfondimento delle riforme e dell’apertura

25 Gennaio 2019 News Orient Express


Due anni fa, il presidente cinese Xi Jinping ha pronunciato un discorso durante il meeting annuale del World Economic Forum di Davos, sottolineando la necessità di promuovere fermamente la globalizzazione economica ma anche quella di doverla guidare nella giusta direzione. Due anni dopo, la Cina dà nuovamente il proprio contributo al mondo dal forum di Davos, con il “piano cinese” per cogliere le opportunità dell’era della globalizzazione 4.0, dando libero sfogo alla determinazione e alla fiducia della Cina nei confronti del completo approfondimento delle riforme e ampliamento dell’apertura.

Nel corso del Forum, il vice presidente cinese Wang Qishan ha indicato che la globalizzazione economica è una necessità storica, ed è necessario risolvere usando la giusta medicina i problemi che sorgono nel processo. La scelta della Cina è quella di fare bene le proprie cose con fermezza, aderire allo sviluppo come priorità assoluta, approfondire in modo completo le riforme e promuovere una totale apertura.

Dopo 40 anni di riforme e apertura, la Cina è diventata la seconda più grande economia del mondo e il maggiore paese esportatore mondiale di manufatti e beni, promuovendo pienamente lo sviluppo del commercio internazionale e degli investimenti esteri, e fornendo un mercato più ampio a tutti i paesi. Il fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, ha commentato che i cambiamenti nei contributi dati dalla Cina al tasso di crescita dell’economia mondiale negli ultimi 40 anni hanno dimostrato che le riforme e l’apertura sono il modo migliore per raggiungere la prosperità.

Oggi, dovendo far fronte al continuo elevamento delle barriere commerciali e degli investimenti internazionali, e alle sfide dell’unilateralismo globale, del protezionismo e del populismo, in che modo la Cina abbraccia l’era della globalizzazione economica 4.0? La risposta è una sola: è necessario realizzare riforme ancora più profonde e un’apertura ancora maggiore, “costruendo un’architettura globale per la quarta rivoluzione industriale che si basi sulla visione di un futuro comune per l’intera umanità”.

Per raggiungere questo obiettivo, la Cina ha avanzato una proposta in sei punti, che include, per prima cosa, la necessità di mantenere la linea di fondo della sicurezza umana ed esplorare gradualmente l’istituzione di norme e standard pertinenti. Si deve inoltre bilanciare gli interessi dei paesi, in particolare dei mercati emergenti e dei paesi in via di sviluppo, così come occorre rispettare la sovranità delle nazioni, non imporre l’egemonia tecnologica, non interferire negli affari interni di altri paesi, rispettare il modello di gestione tecnologica e politico scelto da ciascun paese, oltre che il loro diritto a partecipare al sistema di governance tecnologica globale su un piano di parità. È necessario aderire al multilateralismo e costruire un sistema di regole tecnologiche e un nuovo quadro per la pace e la sicurezza, la democrazia e la trasparenza, e l’inclusione; occorre mantenere l’equità sociale e assicurare che l’innovazione tecnologica sia basata sullo Stato di diritto e sugli standard internazionali riconosciuti. Si dovrà, infine, migliorare l’ambiente politico e promuovere la prosperità e la stabilità sociali.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *