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Visita di Pompeo in 9 Paesi in arco settimanale, possibile promuovere strategia americana in Medioriente?

15 Gennaio 2019 News Orient Express


Martedì il 15 gennaio, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha concluso le sue visite in nove Paesi, ovvero Giordania, Iraq, Egitto, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita, Oman e Kuwait. Secondo la dichiarazione del Congresso degli Stato Uniti, l’obiettivo delle visite di Pompeo è stato quello di promettere agli alleati regionali di non ritirarsi dal Medioriente e di affrontare congiuntamente la “minaccia iraniana”. Nel corso della settimana di visite, Pompeo non ha risparmiato alcuno sforzo nella comunicazione e coordinamento con i leader dei Paesi mediorientali circa quest’obiettivo.
Ad esempio in Giordania, la sua prima tappa, Pompeo e i leader del paese hanno incentrato le discussioni sulle questioni dell’espansione della cooperazione bilaterale, la questione siriana e del rafforzamento delle relazioni commerciali tra Giordania e Iraq. La seconda tappa dell’Iraq originariamente non rientrava nel piano di visite di Pompeo, il quale ha svolto una visita improvvisa, principalmente per discutere con i leader iracheni su come sconfiggere definitivamente l’”Isis”, rafforzare i rapporti economici bilaterali e altri temi. Pompeo ha affermato che il piano americano di ritiro delle truppe dalla Siria non avrà un impatto sulla lotta al terrorismo in territorio siriano e che gli Stati Uniti garantiranno la sua “eliminazione” prima del completo ritiro delle truppe.
In Egitto, Pompeo ha discusso le questioni focali dell’Iran, di Gaza, dell’antiterrorismo e altre ancora. Ha invitato il Bahrain a partecipare all’Alleanza strategica del Medio Oriente per attaccare congiuntamente l’Iran. In paesi come il Qatar, l’Arabia Saudita e il Kuwait, ha sottolineato l’importanza dell’Unione del Consiglio di Cooperazione del Golfo e il ruolo da questo svolto nell’opposizione all’espansione dell’Iran e nell’attuazione dell’alleanza strategica in Medioriente guidata dagli Stati Uniti.
Da ciò è possibile vedere come le parole chiave della visita di Pompeo nei nove Paesi del Medioriente siano stati Siria, Iran e Consiglio di Cooperazione del Golfo, e che l’obiettivo della visita sia stato consolidare e tamponare l’attuale assetto politico del governo americano in Medioriente e assicurarvi le sue principali intenzioni strategiche.
L’attuale politica mediorientale degli Stati Uniti si concentra sul ripristino delle relazioni con i suoi alleati in Medioriente, e sulla riaffermazione della leadership degli Stati Uniti in questi paesi, e sul condurli e aiutarli a mantenere la sicurezza economica, a combattere il terrorismo e a opporsi a quei Paesi che “sostengono e tollerano il terrorismo, e che danneggiano la stabilità regionale”.
Oggettivamente, le visite di Pompeo a nome del governo degli Stati Uniti hanno risolto prontamente alcune contraddizioni e problemi esistenti nella cooperazione tra gli Stati Uniti e i loro alleati in Medioriente. In certa misura, Pompeo ha promosso la cooperazione suddetta e la realizzazione delle intenzioni strategiche degli Stati Uniti in Medioriente.
Tuttavia, sulla questione dell’isolamento dell’Iran, non vi ècompleta unanimità tra
questi paesi e gli Stati Uniti. L’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain potrebbero sostenere gli Stati Uniti, mentre il Qatar e l’Oman sono in buoni rapporti con l’Iran e non molto intenzionati a prendere parti. Il Kuwait e l’Iran si fronteggiano e naturalmente devono considerare la propria sicurezza. Pertanto, dal punto di vista dei rispettivi interessi nazionali, i paesi del Medioriente potrebbero non essere in grado di unirsi agli Stati Uniti sulla questione iraniana. Inoltre, la crisi della rottura tra il Qatar e l’Arabia Saudita e gli altri paesi vicini e l’uscita del Qatar dall’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) hanno impattato l’unità interna del GCC, non molto facile da recuperare. Gli Stati Uniti si trovano ancora ad affrontare molte difficoltà per poter realizzare le proprie intenzioni strategiche in Medioriente.


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