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La Cina è diventata una grande potenza della proprietà intellettuale

11 Gennaio 2019 News Orient Express



Di recente, i direttori degli Uffici per la Proprietà Intellettuale di tutta la Cina si sono riuniti a Beijing per riepilogare le esperienze lavorative del 2018 e predisporre i lavori per il 2019, con l’obiettivo di promuovere al meglio l’innovazione tecnico-scientifica e lo sviluppo economico di alta qualità del Paese.

Grazie agli sforzi compiuti in 40 anni di riforma e apertura, in particolar modo dall’attuazione della “Strategia nazionale sulla proprietà intellettuale” nel 2008, la Cina ha dato il via libera all’emendamento di una serie di leggi e regolamenti, come la Legge sui brevetti, la Legge sui marchi e la Legge sul copyright e ha istituito tribunali specializzati in materia di proprietà intellettuale, potenziando la forza complessiva dei diritti di proprietà intellettuale e incrementando in modo rilevante l’impegno profuso nella protezione degli stessi.

Nel riepilogare le esperienze lavorative del 2018, i direttori degli Uffici per la Proprietà Intellettuale hanno citato numerosi esempi e dati, come, ad esempio, quelli che riportiamo di seguito: sono stati conclusi i lavori di riforma degli organismi che si occupano dei diritti di proprietà intellettuale a livello nazionale e provinciale, ed è stata garantita la gestione centralizzata e unificata del layout-design di marchi, brevetti, indicazioni geografiche e circuiti integrati; fino alla fine del 2018, il numero dei brevetti per invenzione nella Cina continentale ha raggiunto quota 1 milione 602 mila, registrando un incremento su base annua del 18,1%; il numero di brevetti per invenzione ogni 10 mila persone ha raggiunto quota 11,5; il numero di marchi registrati (senza considerare le registrazioni effettuate in Cina dall’estero e le registrazioni avvenute attraverso il Madrid Agreement Concerning the International Registration of Marks) ha raggiunto quota 18 milioni 49 mila, con un incremento del 32,8% su base annua; sono stati approvati un totale di 2.380 prodotti a Indicazione Geografica e sono stati registrati 4.867 marchi IG; gli organi legislativi della RPC hanno concluso il primo esame della bozza di revisione della Legge sui brevetti, introducendo il sistema di “risarcimento punitivo” per le infrazioni commesse; le tasse di concessione dei diritti di proprietà intellettuale (in entrata e in uscita) hanno superato i 35 miliardi di dollari.

Questi esempi e dati mostrano che la Cina è diventata una grande potenza della proprietà intellettuale, grazie all’interazione positiva tra capacità di innovazione e sviluppo industriale. I dati mostrano che il valore aggiunto dei comparti cinesi “ad alta intensità di brevetti” rappresenta il 12,4% del PIL.

Oggi, sempre più imprese straniere scelgono di adire le vie legali in Cina per ciò che concerne i diritti di proprietà intellettuale, mentre sempre più imprese cinesi si servono dell’esperienza maturata nel settore per esplorare nuovi mercati nel mondo. Nel mese di novembre scorso, in occasione della prima edizione della China International Import Expo, le imprese di tutto il mondo hanno presentato un centinaio di nuove tecnologie e nuovi prodotti: ciò che ha attratto maggiormente queste aziende non è soltanto il mercato cinese, ma sono soprattutto gli sforzi compiuti e i risultati conseguiti dalla Cina nella protezione dei diritti di proprietà intellettuale.

Ma nonostante i successi raggiunti, la Cina deve ancora lavorare con impegno per perfezionare ulteriormente questo sistema. Ad esempio, sussistono ancora alcuni problemi nel campo della protezione dei brevetti, come la difficoltà nel fornire le prove, gli alti costi e il risarcimento basso. Il numero di domande di brevetto per invenzione ha fatto classificare la Cina al primo posto nel mondo per sette anni consecutivi, ma sebbene questo settore vanti grandi dimensioni, non è ancora sufficientemente forte, e sebbene vanti un grande numero di domande, non ha ancora raggiunto un livello di eccellenza. Inoltre, per perseguire una politica di riforma e apertura di più alto livello e su più vasta scala è necessario proteggere con maggiore forza i diritti di proprietà intellettuale.

La classifica stilata dalla IFI Claims con il numero di brevetti depositati negli Stati Uniti mostra che nel 2018 le imprese cinesi hanno ottenuto oltre 12,5 mila brevetti negli Usa, con una crescita del 12% su base annua, stabilendo un nuovo primato. Il numero di brevetti concessi l’anno scorso dallo United States Patent and Trademark Office ha registrato un calo del 3,5% rispetto al 2017, solo il numero di brevetti ottenuti dalle imprese cinesi ha registrato un incremento su base annua.

Beijing emana sempre più misure volte a proteggere i diritti di proprietà intellettuale. In questo modo, la vitalità innovativa della Repubblica Popolare sarà ulteriormente stimolata, dando nuovo impulso allo sviluppo economico di alta qualità della Cina e alla crescita economica globale.

 


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