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La nuova identità della Cina

25 Dicembre 2018 News Orient Express


L’Assemblea delle Nazioni Unite ha di recente approvato una risoluzione sull’aumento dal 2019 al 2021 della proporzione di ripartizione della Cina nel bilancio ordinario dell’Onu dall’attuale 7,92% al 12%. Per quanto riguarda il bilancio di peacekeeping dell’Onu, la proporzione di ripartizione della Cina aumenterà al 15,22%, portando la Cina a diventare secondo paese finanziatore in due voci del bilancio dell’Onu. Parlando di questa nuova identità della Cina nell’ambito della comunità internazionale, il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha affermato che si tratta del risultato della crescita economica della Cina e dell’aumento del reddito pro capite come seconda economia maggiore al mondo negli ultimi anni, e anche una manifestazione della crescente influenza della Cina a livello internazionale.

Quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario dell’avviso della politica di Apertura e Riforma della Cina. Il tasso di crescita economica medio annuo del 9,5% ha portato il popolo cinese dalla povertà ad una nuova era di benessere completo. Negli ultimi 10 anni, la Cina ha inviato 31 formazioni navali per effettuare missioni di scorta nel Golfo di Aden e nelle acque somale, effettuando 1191 scorte per 5595 navi cinesi e straniere. Quale paese con il maggior numero di truppe di peacekeeping tra i cinque membri permanenti delle Nazioni Unite, la Cina ha partecipato a 30 operazioni di peacekeeping ed è considerata dalla comunità internazionale come “fattore chiave e forza essenziale nelle operazioni di peacekeeping” e “costruttore della pace mondiale”.

Nel 2013, il capo di Stato cinese Xi Jinping ha proposto l’iniziativa “Belt & Road”,contribuente con un nuovo concetto, una nuova strada e un nuovo prodotto alla governance globale. Negli ultimi 5 anni, oltre 100 paesi e regioni hanno sostenuto e partecipato all’iniziativa. Oltre 70 paesi e organizzazioni internazionali hanno firmato accordo di cooperazione nell’ambito dell’iniziativa di “Belt & Road” con la Cina.

Il giornale del Kenya Daily Nation ha pubblicato un articolo a settembre, indicando che la Cina è un partener prezioso per l’Africa in quanto si è impegnata per rompere la “trappola della povertà” derivata da secoli di sottosviluppo. L’articolo ha inoltre affermato che un’Africa sviluppata è capace di ripagare il debito e sollevare i popoli dalla povertà, come ha fatto la Cina negli ultimi 40 anni.

Secondo quanto ritenuto da un rapporto della BrookingsInstitution, un famoso think tank degli Stati Uniti, i progetti di sviluppo investiti dalla Cina possono spianare la strada per una crescita globale inclusiva. A seconda dell’indagine su 4.300 progetti investiti dalla Cina in 138 paesi, si scopre che i progetti d’aiuto da parte della Cina hanno generalmente portato dividendi alla crescita dei paesi in cui è stato implementato il progetto. Sulla base di questo fatto, la Cina è indubbiamente un “contributore allo sviluppo globale”.

Nel 2018, l’unilateralismo, il protezionismo e il populismo si sono diffusi ampiamente, portando una serie di gravi sfide all’ordine internazionale e al sistema commerciale globale stabiliti dopo la seconda guerra mondiale. Le frizioni commerciali provocate dagli Stati Uniti hanno provocato continue oscillazioni nel mercato globale dei capitali e trascinato l’economia globale.

Oggi, l’economia mondiale si trova innanzi a un bivio. Anche la riforma del sistema della governanceinternazionale si trova in un momento critico. Il mondo richiede ed ha bisogno di una forza di leadership che guidi lo sviluppo globale, una forza di leadership che costruisca congiuntamente un nuovo tipo di relazioni internazionali di rispetto reciproco, equa, giusta, cooperativa e di mutuo beneficio.

In un’epoca in cui la Cina sta diventando secondo paese finanziatore in due voci del bilancio dell’Onu, la Cina non si svilupperà mai a spese degli interessi di altri paesi e non rinuncerà mai ai propri diritti e interessi legittimi. La Cina, come sempre, sarà “costruttore della pace mondiale, contributore allo sviluppo globale e difensore dell’ordine internazionale”.


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