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Canada, sgherro degli Usa in un “sequestro politico”

10 Dicembre 2018 News Orient Express


Sabato 8 dicembre, il vice ministro degli Esteri cinese Le Yucheng ha convocato con urgenza l’ambasciatore del Canada in Cina, John McCallum, cui ha espresso forte disappunto per l’arresto della responsabile di Huawei, Meng Wanzhou, ordinato dalla magistratura canadese. Le Yucheng ha sottolineato che l’arresto della donna trasferita a Vancouver in risposta ad un mandato di cattura emesso dagli Stati Uniti costituisce una gravissima violazione dei diritti legittimi di un cittadino cinese. La Cina ha dunque sollecitato il Canada a liberare immediatamente l’arrestata e a garantirne i diritti; in caso contrario il Paese dovrà essere pronto ad assumersi la responsabilità di ogni possibile conseguenza.

In questo caso di “sequestro politico”, il ruolo di “sgherro” degli Usa giocato dal Canada ha destato la sorpresa di molti. Negli ultimi anni, diversi Paesi occidentali hanno continuato a screditare Huawei, tuttavia il Canada non ha proibito la partecipazione dell’azienda ad importanti progetti locali. Le strutture per la telecomunicazione dei principali operatori di telefonia mobile si affidano ai prodotti Huawei, BCE Inc. e Telus svolgono una cooperazione con Huawei per lo sfruttamento della rete 5G e anche alcuni atenei canadesi hanno creato partnership con la celebre azienda cinese.

Negli ultimi mesi, per espandere il proprio mercato commerciale, il governo del Canada ha promosso più forti contatti con la Cina e la negoziazione di un accordo bilaterale di libero scambio. Il mese scorso si è tenuto a Beijing un colloquio sulla strategia nei rapporti economici e finanziari tra Cina e Canada, presieduto congiuntamente dal ministro delle Finanze canadese, Bill Morneau, da quello per la Diversificazione del Commercio Internazionale, Jim Carr, e dal membro del Consiglio di Stato cinese, Wang Yong. Nella dichiarazione del governo del governo canadese si dice che “Canada e Cina hanno ribadito la volontà di approfondire ed espandere ulteriormente le loro relazioni economiche e commerciali”.

A quanto pare tutti gli sforzi compiuti sono infine risultati vani. Dopo questo arresto e a causa dell’opposizione americana, una decisione del governo canadese potrebbe compromettere la partecipazione di Huawei al progetto 5G. Inoltre la volontà del Canada di raggiungere l’obiettivo dell’accordo di libero scambio in alcuni settori appare difficile da realizzare. Si spera che, in questo caso di “sequestro politico”, la magistratura e il governo canadese non finiscano per “rapirsi da soli”.


          


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