Home

I prossimi tre mesi, cruciali per le relazioni commerciali tra Cina e Usa

4 dicembre 2018 News Orient Express


Sabato primo dicembre il presidente cinese XiJinping ha avuto un colloquio, a Buenos Aires,con il suo omologo americano Donald Trump.Da quanto trapelato dopo il colloquio, le due parti hanno deciso di smettere di intensificare le misure restrittive  ̶ come ad esempio l’innalzamento delle tariffe doganali  ̶  a livellocommerciale. Nei prossimi 90 giorni, le due parti aumenteranno la frequenza delle consultazioni per raggiungere un accordo, con l’obiettivo di eliminare i dazi reciprocamente imposti a partire da quest’anno. Qualora non si trovasse un accordo, è probabile che gli Usa continueranno l’escalation della guerra commerciale.

Perché la Cina e gli Usa possono “darsi una tregua? Allinizio dellescalation degli attriti commerciali sino-americani, nel mese di marzo di questanno, la parte americana pensava chefosse facile vincere la guerra commerciale. Tuttavia, quanto accaduto negli ultimi otto mesi ha dimostrato che nessuno esce vincitore da una guerra commerciale, ma che entrambe le parti coinvolte ne escono sconfitte. La guerra commerciale non ha aiutato Washington a raggiungere gli obiettivi che si era prefissati di ridurre il deficit commerciale, aumentare i posti di lavoro e far rifluire nel paese i capitali; al contrario, ha intensificato ulteriormente i rischi economici per gli Usa.

Ora, i capi di Stato dei due paesi hanno momentaneamente messo in pausa” le frizioni commerciali. Si tratta di una scelta saggia e vantaggiosa per entrambe le parti. Adesso spetta ai rispettivi team economici e commerciali riuscire a mettere in pratica il consenso raggiunto dai due capi di Stato, trovando un accordo; se ci riusciranno, sarà sicuramente una cosa positiva sia per la Cina che per gli Usa. Altrimenti, i due paesi daranno il via a una nuova fase della guerra commerciale, il che creerà maggiore incertezza per loro stessi e per il resto del mondo. Pertanto, i prossimi tre mesi saranno cruciali per entrambe le parti.

In risposta ad alcune “questioni strutturalisollevate dagli Usa  ̶  tra cui la protezione della proprietà intellettuale, la cooperazione tecnica, l’accesso al mercato e gli ostacoli non tariffari  ̶ latteggiamento generale della parte cinese è il seguente: tutte le tematiche che sono in linea con la direzione della riforma e apertura della Cina, saranno affrontate nei prossimi tre mesi di consultazioni. Nel contempo, anche la parte cinese ha fatto presente tutta una serie di preoccupazioni agli Usa, e quest’ultimi hanno a loro volta replicato. Tuttavia, è immaginabile che il processo delle consultazioni dei prossimi tre mesi sarà particolarmente difficile e complicato, e non è da escludere la possibilità che sarà necessario ripetere gli incontri più di una volta, prima di giungere a un compromesso tra le due posizioni.

Come parte costretta a combattere la guerra commerciale, Beijing ha sempre mantenuto un atteggiamento fermo e chiaro: la Cina non ha intenzione di combattere una guerra commerciale; ma, allo stesso tempo, non ha paura di combatterla ed è pronta a farlo se necessario, al fine di salvaguardare con fermezza gli interessi fondamentali del Paese e del suo popolo. Negli ultimi otto mesi, la Cina ha dimostrato nella pratica e durante diversi round di consultazioni di alto livello la propria determinazione e credibilità.

Grazie a questi otto mesi e passa di botta e risposta con gli Usa, la Cina è diventata più matura, e ha capito maggiormente che la chiave per contrastare la guerra commerciale è far bene le proprie cose. Attualmente, la Cina sta celebrando il 40esimo anniversario dell’adozione della politica di riforma e apertura, il che è sia una commemorazione del passato, sia un nuovo punto di partenza per un più alto livello di apertura. Nel mentre, fintanto che entrambe le parti aderiranno ai principi di uguaglianza ebeneficio e rispetto reciproci, condurranno le consultazioni con sincerità e gestirannocorrettamente le differenze, la Cina e gli Usasapranno affrontare e risolvere le rispettivepreoccupazioni economiche e commerciali, uscendo entrambi vincitori da questa situazione.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *