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Uno sguardo retrospettivo alle precedenti edizioni del Vertice G20

29 novembre 2018 News Orient Express


Giovedì 30 novembre inizierà ufficialmente il “periodo argentino” del Vertice G20, che sarà l’evento più grande e più influente di quest’anno a livello mondiale.

Il meccanismo del G20, nato dopo lo scoppio della crisi finanziaria globale del 2008, si è perfezionato gradualmente negli ultimi dieci anni. Di fronte all’attuale rallentamento della crescita economica, l’aumento dell’incertezza e dei rischi nell’economia mondiale e i duri colpi inferti all’ordine internazionale dall’unilateralismo, dal protezionismo e dall’ondata di anti-globalizzazione, il meccanismo del G20 ha attirato grande attenzione da parte del pubblico, per via della possibilità di sfruttare il suo ruolo di macro-coordinamento e di guida per la cooperazione.

Secondo quanto appreso dal sito Arab News, che ha sede a Jeddah in Arabia Saudita, il vertice del G20 di quest’anno sarà “il più importante” dopo quello del 2009 che si è tenuto a Londra, il quale mirava a risolvere la crisi finanziaria globale.

Il coordinatore degli Affari sul G20 australiano, David Gruen, ha indicato in un suo articolo che il vertice di Buenos Aires deve affrontare grandi sfide, visto che “non viviamo più in un mondo in cui tutti i Paesi principali riconoscono gli accordi e gli organismi multilaterali, come l’Accordo di Parigi, gli Obiettivi dello sviluppo sostenibile e la WTO”. Per quanto pessimista, Gruennutre anche alcune aspettative: “Quando abbiamo bisogno del G20, quest’ultimo svolge sempre il suo ruolo, perché è come quegli amici che si fanno vivi anche quando le cose vanno male, non soltanto quando vanno bene”.

Secondo un’analisi della Reuters, quella solidarietà vista dieci anni fa tra i vari Paesi nell’affrontare il “disastro economico”, ora si vede solamente nello specchietto retrovisore, il che vuol dire che le ambizioni che i politici avevano a quell’edizione del G20 sono ormai già svanite.

Tuttavia, si suole dire che ciò che è passato potrebbe essere soltanto il prologo.

Le conseguenze catastrofiche della crisi finanziaria del 2008 sono ancora davanti ai nostri occhi: il FMI abbassò la previsione della crescita economica mondiale del 2009 dal 3,8% all’1,3% e, per salvare l’economia globale, il G20 ha coordinato attivamente i vari Paesi affinché adottassero misure finanziarie di stimolo, e ha ottenuto ulteriori 235 miliardi di dollari di prestiti attraverso la Banca di sviluppo multilaterale e i vari organismi finanziari, evitando in questo modo una seconda “Grande Depressione”, l’adozione di politiche dannose per i paesi vicini e il protezionismo. In questo modo il G20 si è affermato come uno dei “principali forum sulla cooperazione economica” del mondo.

Il successo del G20 nel rispondere alla crisi di quegli anni e negli anni successivi è dovuto all’ampia rappresentatività dei suoi Paesi membri, ai loro consensi sugli interessi comuni, e anche al coordinamento aperto e le azioni attive e pratiche in termini di politiche macro-economiche. Del G20 fanno parte cinque membri permanenti dell’Onu, i Paesi BRICS e i Paesi membri del G7. Fin tanto che le economie principali agiscono coerentemente, nessun problema è irrisolvibile.

La Cina, in qualità di più grande Paese in via di sviluppo e membro del G20, ha svolto un ruolo cruciale nella crisi finanziaria globale: all’interno ha prevenuto l’insorgere di grandi problemi economici e ha rafforzato la competitività economica tramite le riforme; verso l’esterno ha continuato ad adottare misure per aprire il proprio mercato. In quell’anno il contributo cinese alla crescita economica mondiale ha superato il 50%.

Dal 2013, anno in cui ha assunto l’incarico di presidente cinese, Xi Jinping ha partecipato consecutivamente a cinque vertici del G20 e ha presieduto anche a quello del 2016 di Hangzhou, come capo di Stato del Paese presidente di turno.

Durante gli ultimi cinque vertici, Xi Jinping ha sottolineato ripetutamente che i vari Paesi devono costruire un’economia mondiale aperta e opporsi fermamente al protezionismo commerciale e degli investimenti. Durante il Vertice G20 di Hangzhou, Xi ha proposto la trasformazione del G20 dal precedente meccanismo di risposta alle crisi a un meccanismo a lunga azione per la governance economica globale, sottolineando che “nella globalizzazione economica di oggi, nessuno è un’isola isolata”, aggiungendo che “la cooperazione è l’unica scelta possibile e che “lo spirito di partnership” è la ricchezza più preziosa del G20 ed è “anche la scelta comune di tutti i Paesi nel rispondere alle sfide globali”.

Guardando agli ultimi 10 anni del G20, ripensando ad ogni precedente edizione e al rispettivo tema, si ha la forte sensazione che al Vertice di Buenos Aires di quest’anno ci sarà più che mai bisogno “di azioni pratiche per il coordinamento e la cooperazione, e dello ‘spirito di partnership’ per il mutuo vantaggio”.


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