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La China International Import Expo apre una nuova “porta di opportunità” per i paesi in via di sviluppo

10 Novembre 2018 News Orient Express


“Un solo fiore a sbocciare non significa l’arrivo della primavera, cento fiori che sbocciano riempiono di primavera tutto il giardino”. L’appello fatto dal presidente cinese Xi Jinpingin diverse occasioni internazionali è diventato una realtà alla prima edizione della China International Import Expo.

Questa fiera é un esatto esempio della promozione di sviluppo inclusivo e universalmente benefico. All’evento hanno esposto 3.600 imprese e partecipato 172 paesi, regioni e organizzazioni internazionali, tra cui membri del G20, del BRICS e dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, 58 paesi coinvolti nella Belt&RoadInitiative e 35 paesi meno sviluppati, dimostrando una più ampia partecipazione di tutto il mondo. Al contempo, la Cina ha offerto gratuitamente 2 stand di dimensione standard a ognuno dei paesi meno sviluppati partecipanti, e per loro ha in più eliminato le spese di trasporto per i prodotti esposti e organizzato appositamente diverse attività commerciali.

Tramite la condivisione delle opportunità offerte dal mercato cinese, la partecipazione alla globalizzazione economica e l’innalzamento della competitività dei prodotti, i paesi sviluppati e meno sviluppati sono riusciti ad aprire una nuova “porta di opportunità” durante la fiera. In merito, il direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio Roberto Azevêdo ha specificato che da molto tempo la Cina allaccia buone relazioni con i paesi in via di sviluppo, ivi compresi quelli meno sviluppati, e che quindi l’ampliamento delle importazioni della Cina sicuramente li beneficherà ulteriormente.

Stando a quanto illustrato dal rapporto 2017 sulle condizioni dei paesi meno sviluppati pubblicato lo scorso luglio dalle Nazioni Unite, attualmente in tutto il mondo esistono ancora 40 paesi meno sviluppati, per i quali la Cina costituisce il maggiore investitore.

Al momento, l’anti globalizzazione e il protezionismo commerciale stanno guadagnando terreno, con un conseguente aumento della pressione al ribasso economico mondiale che andrebbe a colpire con maggior facilità i paesi in via di sviluppo situati nei tratti medio-bassi delle catene industriali e quelli meno sviluppati. Per implementare l’agenda 2030 dell’Onu sullo sviluppo sostenibile e affrontare i rischi e sfide innanzi all’umanità, non bastano gli sforzi della Cina, ma occorre che tutti i paesi superino le differenze e divergenze, sfruttino i propri vantaggi e promuovano uno sviluppo inclusivo.


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