Home
  • Home
  • News
  • Orient Express
  • Conduttrice di Taiwan porge la sua mano alla madrepatria in risposta al discorso pieno di “polvere da sparo” del vicepresidente degli Stati Uniti

Conduttrice di Taiwan porge la sua mano alla madrepatria in risposta al discorso pieno di “polvere da sparo” del vicepresidente degli Stati Uniti

7 ottobre 2018 News Orient Express


Domenica 7 ottobre il China Times ha pubblicato un articolo di commento della conduttrice di Taiwan Huang Zhixian, intitolato: “Risposta al vicepresidente degli Usa Pence”.

Sua eccellenza vicepresidente, alla vigilia delle elezioni di medio termine, risultano davvero spiacevoli queste accuse e calunnie, incuranti della realtà, avanzate contro la Cina, Paese amico degli Usa.

Ovviamente, Lei non è al corrente della storia vera e completa o, deliberatamente, non ne parla. La Cina non è mai stata in deficit con gli Usa. È piena di buone intenzioni nei confronti degli Stati Uniti.

Nella storia, la cooperazione sino-statunitense si è sempre rivelata positiva per la pace dell’umanità e gli Usa ne hanno beneficiato maggiormente. Quando la Cina venne invasa dalle grandi potenze, ne uscì quasi divisa, e gli Usa, nonostante vantino un territorio vasto e dalle abbondanti risorse, non risultarono assenti. Quando il Regno Unito ottenne la concessione a Tianjin, anche gli Stati Uniti ne ottennero una. Ma non avendo intenzione di utilizzarla, la trasferirono in privato al Regno Unito.

Lei ha menzionato l’indennità dei Boxer. Quando l’esercito delle otto potenze alleate invase la Città Proibita, anche se gli Usa non inviarono truppe, in realtà ottennero il 7,32% del totale dell’indennità. Quella fu la coltellata più mortale inferta sulla schiena della Cina, una Cina in declino.

Gli Stati Uniti hanno una visione profonda, perché il territorio degli Stati Uniti d’America ha ormai finito di espandersi. Pertanto, ciò che gli Usa vogliono sono gli interessi economici e commerciali, e l’influenza politica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone invasela Cina e la Cina si ritrovò isolata e senza aiuto: gli Stati Uniti non prestarono alcun aiuto. Anche nel momento più critico della Cina, gli Stati Uniti continuarono a rifornire il Giappone di materiali strategici. Solo dopo che il Giappone attaccò di sorpresa Pearl Harbor, gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone.

Nell’accordo raggiunto segretamente a Yalta, gli Stati Uniti e altri Paesi svenderono la Cina. L’isola Diaoyu faceva parte originariamente del territorio cinese, ma dopo la guerra non fu restituita alla Cina come Taiwan.Come occupanti, gli Stati Uniti consegnarono la gestione dell’isola Diaoyu al Giappone. Quanto alle atrocità senza pari compiute dall’unità 731, il Giappone ha offerto i test di laboratorio agli Stati Uniti, scambiandosi con questi ultimi un silenzio durato decenni.

La prosperità nazionale e la tranquillità del popolo cinese non dipende dalle invasioni o dal colonialismo, ma dalla saggezza, dai sacrifici e dalla diligenza del nostro popolo. Anche gli Usa hanno ottenuto più interessi lungo la strada di duro lavoro intrapresa dalla Cina.

Comprendiamo gli Usa, alla luce della loro sete diegemonia globale, percepiscono in modo negativo la prosperità e la potenza della Cina. Oggi, per contenere la Cina, gli Stati Uniti hanno effettuato un accerchiamentosolido e a tutto campo nei suoi confronti, ma questo atto è ovviamente insensato.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *