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Come beneficiare l’umanità con le nuove tecnologie? La Cina risponde con due conferenze

20 settembre 2018 News Orient Express


Dal 17 al 19 settembre si è aperta a Shanghai la prima Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale, definita “Olimpiadi dell’intelligenza artificiale”. Il presidente cinese Xi Jinping ha inviato per l’occasione una lettera di congratulazione per esprimere il desiderio della Cina di promuovere lo sviluppo, tutelare la sicurezza e condividere i risultati del settore insieme agli altri Paesi. Con questa lettera, il capo di Stato cinese ha inviato segnali chiari e importanti: occorre fare sì che le tecnologie emergenti benefichino meglio la società umana, costruire una comunità dal futuro condiviso e promuovere ulteriormente la globalizzazione.  

Attualmente, la società sta sperimentando la quarta rivoluzione industriale, una nuova rivoluzione tecnologica caratterizzata dall’intelligenza artificiale, l’energia pulita, la robotica, la tecnologia informatica quantistica, la realtà virtuale e le biotecnologie. Tra questi settori, quello dell’intelligenza artificiale é di particolare importanza. Da quando gli scienziati americani hanno avanzato per la prima volta il concetto a fine anni ‘50 fino a d’oggi, in alcuni settori l’intelligenza artificiale ha ormai realizzato il sorpasso dell’umanità, e sta trasformando profondamente lo stile di vita e le modalità produttive delle persone.  

Toccare con mano l’applicazione dell’intelligenza artificiale negli ambiti di istruzione, sanità, finanza, vendita al dettaglio, trasporti e servizi, e di conoscere il livello di sviluppo dell’industria d’intelligenza artificiale della Cina. Secondo quanto dimostrato dal Libro blu 2018 sullo sviluppo dell’industria dell’intelligenza artificiale mondiale, pubblicato durante la conferenza, fino al primo semestre di quest’anno, la Cina si colloca al secondo posto nella graduatoria mondiale per numero d’imprese d’intelligenza artificiale.

Sempre nello stesso documento, viene riferito che attualmente, la valorizzazione del settore si trova ancora in fase iniziale, indicando che solo il 4% delle imprese oggetto del sondaggio ha cominciato a investire e disporre di questa tecnologia. Ciò significa che se applicata tanto su vasta scala da poter formare un’ecologia internazionale dell’epoca “smart”, l’intelligenza artificiale potrebbe fornire un carburante ancora maggiore al motore dello sviluppo economico e sociale mondiale. Tuttavia, per centrare il traguardo, bisogna necessariamente promuovere ulteriormente la globalizzazione economica, poiché questa rivoluzione industriale è nata proprio su questa base, e al contempo, i vari Paesi devono rafforzare la cooperazione industriale con una mentalità aperta, in modo da offrire un’applicazione ancora maggiore alle nuove tecnologie tramite un mercato aperto.

Durante lo stesso periodo si è svolta anche un’altra conferenza internazionale, il Forum economico mondiale di Davos, anch’essa con un focus sulla quarta rivoluzione industriale e volta a discutere su come realizzare una società innovativa. Presente al Forum, il premier cinese Li Keqiang, soffermandosi su come dare una maggiore forza motrice all’economia cinese nel corso della nuova rivoluzione industriale, ha avanzato una proposta in tre punti: salvaguardare fermamente la globalizzazione economica, rafforzare l’inclusività dello sviluppo, e promuovere energicamente l’integrazione tra l’innovazione e lo sviluppo, con la quale viene ugualmente dimostrato che solo la consapevolezza di dover costruire la comunità dal futuro condiviso dell’umanità potràpermettere alle nuove tecnologie di beneficare tutta società umana.

In pratica, il tema di questa edizione di “Davos” coincide profondamente con la strategia di uno sviluppo trainato dall’innovazione, strategia che la Cina ha continuato a promuovere negli ultimi anni. Sull’onda della quarta rivoluzione industriale, la Cina ha realizzato un grande salto di qualità in cloud computing, intelligenza artificiale e block chain, con la formazione di una serie di industrie emergenti rappresentate dallo shopping online, il pagamento mobile e l’economia condivisa. Al momento, questi nuovi settori contribuiscono per più di un terzo alla crescita economica cinese e per oltre due terzi ai nuovi posti di lavoro in città, gettando una base solida per il passaggio dell’economia cinese verso uno sviluppo di alta qualità.

La natura delle nuove tecnologie sta nell’innovazione, che non può fare a meno della protezione della proprietà intellettuale. Negli ultimi anni, la Cina ha conseguito continui progressi nel settore, dalla costituzione di un sistema legale completo, all’istituzione di corti per la proprietà intellettuale, fino a un drastico aumento di 14 volte delle spese per la proprietà intellettuale pagate dalle imprese cinesi all’estero sin dall’ingresso della Cina nel WTO. Durante il Forum di Davos, il governo cinese ha annunciato un altro giro di vite dell’operazione delle leggi, con l’applicazione di un sistema punitivo per il risarcimento ancora più rigoroso e deterrente, così da offrire una protezione sistematica ancora più solida all’innovazione delle varie parti e lasciare che la Cina continui a essere un terreno fertile per l’innovazione e le start-up mondiali.


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