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Al via la 17a edizione della Western China International Fair: l’Italia, paese ospite d’onore, è pronta!

20 Settembre 2018 News Orient Express


Il 20 settembre a Chengdu della provincia del Sichuan, è stata inaugurata la 17° edizione della Western China International Fair. Il tema principale di questa edizione è “Nuova era della Cina•Nuove azioni della Cina occidentale”. Lo spazio espositivo è di circa 260 mila mq, e si prevede di attirare oltre 60 mila ospiti nazionali e stranieri, di cui 20 mila stranieri.

Parlando delle valutazioni e delle prospettive di questa Fiera, a nome del paese d’onore partecipante alla cerimonia d’apertura, il vice premier italiano, ministro dello sviluppo economico e ministro del lavoro e delle politiche sociali, Luigi di Maio, ha affermato che la Western Fair è un ottima piattaforma di scambio internazionale, che spingerà a istituire più collegamenti e cooperazione tra governi e tra imprese.

“Grazie per essere qui a Chengdu a partecipare la Western China International Fair. Per quanto riguarda la missione del governo italiano che sto portando avanti in questi giorni qui, e’ chiaro ed evidente che sia una missione prima di tutto legata al fatto che l’Italia e’ il paese ospite d’onore alla fiera. Questa fiera per noi e’ una grande occasione, sia per le aziende italiane che per gli enti culturali italiani, di poter rafforzare la nostra amicizia con la Cina.”

Secondo quanto affermato da Di Maio, il governo italiano è molto ottimista riguardo alle prospettive di sviluppo della Cina e della Cina occidentale, e discuterà insieme alla provincia del Sichuan e alle regioni della Cina occidentale di nuove opportunità di cooperazione nei settori di economia e commercio, scienza e istruzione, protezione ambientale e studi umanistici, rafforzando costantemente gli scambi tra governi e imprese, in particolare gli scambi e la cooperazione tra le PMI, per arricchire ulteriormente la connotazione nella cooperazione e migliorare il livello di cooperazione.

Come Paese ospite d’onore, l’Italia ha uno spazio espositivo di 2000 mq, suddiviso in due parti: il Padiglione Italia e uno spazio riservato agli affari. La mattina del 20 settembre, è stato ufficialmente inaugurato il Padiglione Italia. Secondo quanto appreso, il Padiglione italiana è stato ideato e completato dal Comitato italiano per il commercio estero ed ha uno spazio espositivo di 1200 mq, riservato alle eccellenze italiane in diversi settori.

Per quanto riguarda il ruolo di promozione della Fiera per il commercio di importazioni ed esportazioni tra i due paesi e per il settore di cooperazione e investimento tra le piccole e medie imprese, il presidente della Camera di commercio italiana in Cina, Davide Cucino, ha affermato che il Sichuan e la Fiera hanno istituito una nuova piattaforma di cooperazione per gli scambi tra i due paesi e costruito un ponte per permettere alle PMI italiane di entrare nel mercato cinese.

“Voi sapete che nel 2017 ci sono stati scambi commerciali tra i due Paesi per 42 miliardi di euro, ed e’ stato un incremento importante soprattutto per quanto riguarda le esportazioni italiane verso la Cina. La presenza in un’area come il Sichuan e a una fiera come questa e’ anche proprio per cercare in aree anche meno battute potenziali nuovi progetti per le nostre imprese, sia dal punto di vista dell’import-export che dal punto di vista degli investimenti.”

Nello spazio espositivo di 1200 mq, il design del Padiglione Italia riproduce la struttura elicoidale del DNA, ed è stato organizzato e suddiviso in maniera tale da rappresentare simbolicamente i cinque settori di collaborazione prioritaria tra Italia e Cina: innovazione tecnologica, ambiente e urbanizzazione sostenibile, sanità, agroalimentare e vini, lifestyle.

Per quanto riguarda le esposizioni pertinenti il tema dello sviluppo urbano sostenibile nel Padiglione Italia, e le future relazioni di cooperazione tra Cina e Italia nel campo della progettazione architettonica, il direttore generale del Progetto CMR Architectural Design Consultants Co., Ltd, Massimo Bagnasco, ha affermato che il tema dello sviluppo urbano sostenibile può dare agli amici cinesi una più profonda comprensione della cultura del design e dell’innovazione italiana, e promuovere la cooperazione tra le imprese in questo campo tra i due Paesi.

“L’Italia e’ sia un Paese fatto di cultura, di tradizioni ma anche di innovazione e tecnologia. Ritengo che lo sviluppo sostenibile urbano sia uno dei settori in cui ci sono ancora più possibilità di cooperazione, ancora più di altri. Gli architetti italiani possono essere la testa di ponte, i quali sono il primo anello di collaborazione con la Cina. Per cui sono certo che tramite quest’opportunita’ ci saranno in futuro molte piu’ collaborazioni.”

Secondo quanto appreso, oltre al padiglione italiano, lo spazio espositivo della delegazione per il commercio italiano organizzerà progetti per la cooperazione in settori quali economia delle isole marittime, medicina e sanità, esaminazione e  controllo, e porterà imprese commerciali di settori quali quello alimentare, del liquore e della moda a partecipare presentando la cultura turistica e lo sviluppo immobiliare della Sardegna, le ferrovie tra Chengdu e l’Italia, il Parco a tema  di auto da corsa e la maggiore mostra  alimentaree d’Italia, promuovendo i progetti di cooperazione sino-italiana coinvolti nelle iniziative relative all’ economia occidentale e cinese e a “One belt one road”, e facendo sì che entrambi i Paesi realizzino collegamenti e win-win su temi di interesse comune.

Parlando della prospettiva collaborativa della costruzione di “One belt one road” da parte cinese e italiana, il vice premier italiano e ministro dello sviluppo economico e lavoro Luigi Di Maio ha espresso la speranza di svolgere  cooperazioni in più settori con la provincia del Sichuan, la regione occidentale e le varie province della Cina, e di realizzare quanto prima un accordo sui progetti collaborativi sulla “Striscia economica della Via della seta” e la “Via della seta marittima”.

“Per quanto riguarda la Belt and Road initiative, per noi e’ molto importante chiarire che siamo contenti di essere l’unico paese del G7 ad aver portato avanti fino a questo punto i negoziati sulla Belt and Road initiative, ed e’ chiaro anche che entro la fine dell’anno si potrebbe arrivare alla firma e quindi alla chiusura dei negoziati, qualora si potra’ discutere nei prossimi mesi con il governo cinese di alcune questioni della Via della Seta che per noi sono dirimenti.”


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