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Guardiamo la Cina da un’altezza di 10.000 metri

17 settembre 2018 News Orient Express


Il 16 settembre, si è aperto a Beijing il Seminario tematico del China Development Forum.

Circa 800 ospiti provenienti da imprese, istituti, governi e organizzazioni cinesi e straniere hanno presenziato al seminario e discusso sulle riforme della Cina nella nuova era.

Pieter Bottlier, professore della Johns Hopkins University ed ex rappresentante generale della Banca Mondiale in Cina, ha così affermato:

“Non lavoro in Cina da già più di 20 anni. Il mio punto di vista è guardare la Cina da un’altezza di 10.000 metri, il che costituisce una prospettiva internazionale.”

Con il ricorrere del 40esimo anniversario della Riforma e apertura della Cina, sono necessari tali prospettive e dimensioni di pensiero per far fronte alle risurrezioni di anti-globalizzazione, protezionismo commerciale e un ambiente internazionale incerto e instabile.

Guardando la Cina da un’altezza di 10.000 metri, che cosa vedono la Cina e il mondo?

Prima di tutto, i risultati e la fiducia, che sono anche la base per la convinzione cinese di poter completare le proprie missioni. Negli ultimi 40 anni, la Cina si é integrata attivamente nel mondo ed ha raggiunto risultati notevoli. Robert Bruce Zoellick, ex presidente della Banca Mondiale e partecipante del seminario, ha così affermato:

“Ho visto i notevoli successi della Cina. Penso che tutti dovrebbero essere molto orgogliosi dei risultati storici della Cina. Questa è la più grande riduzione della povertà nella storia del mondo. Ammiro sinceramente gli sforzi e ladeterminazione del popolo cinese.

Negli ultimi 40 anni, attraverso la Riforma e apertura, oltre 700 milioni di cinesi sono stati sollevati dalla povertà assoluta, occupando oltre il 70% del totale mondiale. L’aspettativa di vita prevista della Cina è aumentata da 67,8 anni nel 1981 a 76,7 anni nel 2017. La Cina ha superato rispettivamente lo standard del reddito medio-basso e medio-alto stabilito dalla Banca Mondiale nel 1999 e nel 2010. Lo scorso anno, il PIL pro capite della Cina ha raggiunto quasi 9mila dollari Usa, superiore al livello medio dei paesi a reddito medio-alto.

In secondo luogo, i cinesi hanno anche visto divari e sfide, il che costituisce anche l’iniziodella determinazione della Cina di portare avanti le riforme ed espandere l’apertura. Il più grande divario tra la Cina e il resto del mondo è il basso livello di sviluppo. Il PIL pro capite della Cina si trova soltanto al 70esimo posto fra tutti i 190 paesi e regioni del mondo. Inoltre, alla fine dello scorso anno, più di 30 milioni di cinesinecessitavano di essere sollevati dalla povertà. In futuro, la Cina deve dunque pianificare il suo percorso di sviluppo economico e sociale di alta qualità.

Infine, la potenzialità e il mutuo beneficio, che sono le forze motrici per il futuro sviluppo comune della Cina e del mondo. 40 anni fa, l’economia cinese rappresentava solo l’1,8% dell’economia mondiale, lo scorso anno, lapercentuale è salita a circa il 15%. Il contributo cinese alla crescita economica globale ha inoltresuperato il 30% per molti anni consecutivi.Come maggiore esportatore mondiale e secondo importatore a livello mondiale, la Cina ha anche condiviso con gli altri paesi i risultati e le opportunità ottenuti dal proprio sviluppo economico.

Da un’altezza di 10.000 metri, inevitabilmente la visione della Cina non sarà chiara e sarà sotto alcuni aspetti errata, tuttavia questi erroripossono essere migliorati attraverso scambi franchi e aiuti reciproci. La continua riforma e apertura costituisce il consenso della Cina sottoogni aspetto. Per la Cina, è innanzitutto necessario completare meglio le proprie missioni, il che le permetterà di essere più prospera e aperta. Il mondo condividerà le sue opportunità di sviluppo con la Cina.


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