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In che direzione sta andando l’egemonismo tecnologico degli USA

14 luglio 2018 News Orient Express


Gli USA sono riconosciuti a livello mondiale quale potenza nel settore tecnologico, la loro innovazione tecnologica è in pole position  mondiale, e sebbene recentemente gli Usa ritengano di aver ricevuto maggiori minace nella competitività, in settori quali comunicazione informatica, intelligenza artificiale e medicina biologica, la posizione dominante degli USA nell’innovazione tecnologica rimane a breve termine incomparabile. Tuttavia, nell’ultimo periodo, gli USA, tramite dispute commerciali, hanno adottato unilateralmente una serie di misure per limitare la comunicazione e la cooperazione tecnologica tra Cina e USA. Gli USA hanno pubblicato il rapporto intitolato Come l’invasione economica della Cina minaccia la proprietà tecnologica e intellettuale degli USA e del mondo. Per di più, gli USA hanno approvato la proposta di restringere i regolamenti d’investimento delle imprese straniere negli USA e addirittura hanno limitato gli altri Paesi per mezzo della core technology,  ignorando il rischio “guerra fredda” e manifestano appieno  caratteristiche comportamentali  di egemonismo tecnologico.

Attualmente, l’egemonismo tecnologico degli USA si manifesta principalmente nei seguenti aspetti:

Prima di tutto, gli USA utilizzano la core technology per reprimere i concorrenti potenziali e ottenere esagerati profitti. Per esempio, le imprese statunitensi in possesso di tecnologie avanzate chiedono al settore  tariffe di brevetto esagerate per i brevetti e abusano dei diritti di proprietà intellettuale. In apparenza, si tratta di un comportamento di economia di mercato. Ma in realtà, queste imprese statunitensi hanno già formato un monopolio del mercato sfruttando i vantaggi tecnologici. Inoltre, alcune imprese statunitensi utilizzano i propri vantaggi tecnologici per aumentare i prezzi delle attrezzature o materiale, con l’obiettivo di incrementare i profitti. Le imprese statunitensi impongono addirittura sanzioni verso le imprese straniere utilizzando la propria core technology. Per esempio, si minaccia la ZTE Corporation di limitare la fornitura di chip.

Secondariamente, gli USA intervengono in normali  attività competitive  adducendo a  scusa la sicurezza nazionale, proteggono la propria core technology e il mercato, e danneggiano l’ordine equo del mercato e i suoi  investimenti,  impedendo a esempio l’acquisto da parte di imprese straniere di imprese statunitensi in possesso di tecnologie avanzate, controllando strettamente l’esportazione relativa all’alta tecnologia e limitando l’ingresso delle imprese cinesi nel mercato locale.

In terzo luogo, gli USA limitano l’importazione di prodotti stranieri ad alta tecnologia utilizzando dazi e altre misure, impattando sullo sviluppo dell’industria dell’alta tecnologia di vari Paesi. Gli USA hanno aumentato il livello di dazi verso i prodotti importati cinesi ad alta tecnologia per limitare la loro importazione. Tuttavia,  tale azione danneggia al contempo anche le industrie degli USA partecipanti alla suddivisione globale.

A lungo termine, gli USA occupano fermamente la pole position della core technology nella divisione globale e l’alta fascia della catena del valore globale. In tale situazione, nonostante la perdita di vantaggi in alcuni settori, non si può ritenere che la sicurezza venga minacciata, stando a questa logica si direbbe che gli altri paesi non potrebbero nemmeno parlare di “sicurezza”.

Ma purtroppo, per la considerazione delle proprie questioni economiche e sociali, il governo USA ha adoperato misure unilaterali per bloccare la fuga di tecnologia all’estero e impedire il progresso tecnologicodegli altri Paesi, e queste azioni, che rappresentano di fatto un’egemonia tecnologica, apporteranno gravi ripercussioni.

Primo, le controversie tecnologiche e commerciali mondiali provocate dalle azioni unilaterali dell’egemonia tecnologica apporteranno un enorme impatto negativo sul progresso tecnologico globale e sullo sviluppo economico internazionale, potrebbero causare una recessione economica mondiale e gettare un’ombra oscura sull’economia mondiale dopo la crisi finanziaria.

Secondo, questi atti estremi e unilaterali ignoranti la divisione internazionale del lavoro distruggono il sistema della divisione del lavoro, perciò rappresentano una violazione delle regole internazionali. L’egemonia tecnologica americana alla fine porterà solo danni agli altri e nessun beneficio a sé stessa.

Terzo, il mancato rispetto degli Usa per la domanda di progresso tecnologico degli altri Paesi li hanno portati a cadere in uno scenario di “isolamento”. Le cosiddette tecnologie centrali controllate da Washington, mirano a ostacolare la scalata tecnologica degli altri Paesi, e li condurranno senza’altro a venire isolati sul palcoscenico internazionale.

Quarto, gli Stati Uniti, senza prendere in considerazione il ciclo di vita della tecnologia e la domanda fondamentale di apertura per il progresso tecnologico, violano anche il principio del progresso tecnologico. Così, senza la pressione della concorrenza tecnologica e la forza motrice dell’aggiornamento tecnologico, si perderà anche la motivazione di progredire.

Nell’attuale andamento caratterizzato dall’accelerazione della rivoluzione tecnologica e la trasformazione industriale a livello mondiale, il trasferimento delle tecnologie avanzate è ormai incontenibile. La natura dell’innovazione è aperta, tuttavia, la limitazione e il blocco degli scambi tecnologici tramite azioni organizzate non  farà che arrecare danni a sé stessi. L’enorme domanda della Cina per uno sviluppo economico e sociale di alta qualità ha dato un forte impulso ai progressi tecnologici, e la capacità innovativa, dopo un’accumulazione perpetua, ha visto un gran salto di qualità. Si può dire che lo sviluppo approfondito della globalizzazione economica e tecnologica abbia ormai aggregato i vari Paesi del mondo in un’unità ancora più stretta.

Indubbiamente, la tendenza alla globalizzazione economica è ormai irreversibile, la governance globale ha bisogno di un’ulteriore riforma, e in questo contesto, gli atti egemonici unilaterali sono contro lo sviluppo autonomo e la globalizzazione, perciò non raggiungeranno una pratica efficace. Solo la continua perseveranza nella cooperazione aperta a 360°, la ricerca dello sviluppo nel corso dell’apertura, la promozione della fusione approfondita delle catene del valore, industriale e innovativa verso una profonda trasformazione, e la promozione congiunta di uno sviluppo economico e di progressi tecnologici mondiali rappresentano una saggia scelta per i vari Paesi. Qualsiasi azioni egemonistica contro i principi economici e tecnologici alla fine non potrà funzionare.


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