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Media statunitensi: durante la Coppa del Mondo ci sono stati nove autogol, gli Stati Uniti hanno segnato il decimo

11 luglio 2018 News Orient Express


A partire dal primo giugno scorso, gli Stati Uniti hanno cominciato a imporre unilateralmente dazi doganali sui prodotti in acciaio e in alluminio dell’Unione europea. Di recente, gli Usa hanno anche innescato attriti commerciali con la Cina. Le varie misure commerciali di stampo protezionistico adottate dagli Stati Uniti hanno suscitato l’opposizione di molti paesi. Derek Thompson, capo redattore della rivista mensile statunitense “The Atlantic”, ha dichiarato durante un talk show televisivo che “nella Coppa del Mondo ci sono stati nove autogol, gli Stati Uniti hanno segnato il decimo”.

Media statunitensi: gli Stati Uniti subiranno ingenti perdite a causa degli attriti commerciali con la Cina

Di recente, alcuni media mainstream statunitensi hanno cominciato a prestare molta attenzione all’impatto che avranno sul paese gli attriti commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti. Alcuni analisti ritengono che la guerra commerciale avrà probabilmente ripercussioni sulle elezioni di midterm che si terranno negli Stati Uniti a novembre. Se Trump continuerà a portare avanti questa guerra commerciale, è probabile che dovrà far fronte alle pressioni politiche esercitate dai suoi elettori e in seno al Partito Repubblicano.

Il capo redattore di The Atlantic, Derek Thompson, ha affermato che quest’estate, durante la Coppa del Mondo, abbiamo già assistito a 9 autogol, un numero già abbastanza elevato se guardiamo alla storia dei mondiali di calcio. Quella degli Stati Uniti rappresenta la decima autorete. Sebbene la squadra statunitense non abbia partecipato a questa edizione dei mondiali, ha comunque contribuito con un autogol: l’87% delle imprese di computer che opera in Cina soggette ai dazi doganali imposti dagli Usa non è di proprietà cinese; molte di queste imprese straniere, inoltre, sono statunitensi.

Dei 30 Stati Usa colpiti dai dazi doganali applicati contro la soia cinese, 25 hanno votato per Trump. La politica di Trump è autolesionista. Gli Stati uniti stanno punendo la Cina tassando se stessi.

Il governatore repubblicano dell’Arkansas, Asa Hutchinson, ha dichiarato in un’intervista rilasciata all’NBC che quello agricolo rappresenta il comparto più grande del suo Stato, aggiungendo che l’imposizione da parte della Cina di una tariffa del 25% sulla soia statunitense farà diminuire di due terzi le entrate generate dall’esportazione della soia prodotta nell’Arkansas.

“Dipendiamo dalle esportazioni, soprattutto per quanto riguarda i prodotti agricoli. Siamo stati danneggiati sia dai dazi doganali imposti dagli Stati Uniti, che da quelli applicati in risposta dalla Cina”, ha dichiarato Asa Hutchinson.

Le misure commerciali di stampo protezionistico adottate dagli Usa hanno incontrato l’opposizione dell’Europa settentrionale

Di recente, una serie di misure commerciali di stampo protezionistico adottate unilateralmente dagli Stati Uniti hanno provocato polemiche diffuse nei paesi dell’Europa settentrionale. Il ministro finlandese dello Sviluppo e del Commercio con l’Estero ha recentemente affermato che l’argomentazione formulata dagli Stati Uniti per giustificare l’imposizione di dazi doganali – vale a dire quella secondo cui i prodotti in acciaio e in alluminio costituiscono una minaccia alla sicurezza nazionale – è assolutamente inverosimile.

Rispetto alla Finlandia, le perdite economiche subite dalla Danimarca saranno ancora maggiori, in quanto, al di là di quello che riguarda i prodotti in acciaio e alluminio, il paese è anche un importante fornitore di ricambi di auto. Secondo la confederazione dell’industria danese, la questione dei dazi doganali provocherà 200 milioni di yuan di perdite alle esportazioni del paese.

Anche la Norvegia, importante paese produttore di alluminio, ha subito l’impatto dei dazi. Miller, direttore del Dipartimento Affari internazionali della Federazione nazionale norvegese dell’industria e del commercio, ha dichiarato che il problema dei dazi imposti dagli Stati Uniti sull’acciaio e sull’alluminio dell’Unione europea può essere risolto attraverso i meccanismi dell’Ue. Tuttavia – aggiunge Miller – gli Stati Uniti violano le regole dell’OMC e hanno anche imposto dazi doganali su circa 34 miliardi di dollari di prodotti importati dalla Cina. E questo è ciò che lo preoccupa maggiormente.

“Nella società odierna, l’interconnessione tra produzione e commercio è più stretta che mai e non è un bene per nessuno erigere barriere tariffarie nei confronti del commercio o addirittura interrompere gli scambi economici e commerciali”, ha dichiarato Miller.


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