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L’“America First” non avrà successo  

7 luglio 2018 News Orient Express



Venerdì 6 luglio gli Stati Uniti hanno iniziato a imporre tasse punitive del 25% su un totale di 34 miliardi di dollari di merci importate dalla Cina, facendo scoppiare la più grande guerra commerciale nella storia dell’economia e dell’umanità. La decisione del governo statunitense ha suscitato l’indignazione generale del mondo intero. Tanti esperti e studiosi, funzionari e media si sono espressi su quanto accaduto, condannando la politica commerciale obsoleta portata avanti dall’amministrazione Trump ed esprimendo la propria preoccupazione per le conseguenze che questa potrà avere. Hanno inoltre indicato che la politica dell’ “America First” propugnata da Trump non avrà successo.

In un’intervista rilasciata lo stesso giorno al China Media Group, il direttore del Centro di ricerca spagnolo sulla politica cinese, Xulio Rios, ha affermato che l’obiettivo finale della guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti è la massimizzazione dei propri interessi nazionali e la salvaguardia della propria posizione egemonica, per far fronte alla ripresa della Cina. Xulio Rios ha sottolineato che l’impatto globale di questa guerra commerciale è paragonabile a quello della crisi finanziaria globale del 2008 provocata dalla crisi dei mutui subprime negli Usa. Tutto il mondo è molto preoccupato.

Siegfried Bracke, presidente della Camera dei rappresentanti del Belgio, ha affermato in un’intervista rilasciata al China Media Group che l’amministrazione Trump ha lanciato questa guerra commerciale per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Tuttavia, l’imposizione di tasse punitive da parte di un’economia nei confronti di un’altra viola le regole del libero commercio. Nel medio-lungo termine, la politica dell’“America First” propugnata da Trump non avrà successo.


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