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Veleggiamo in direzione ostinatamente contraria Pierpaolo Capovilla (One Dimensional Man)

22 febbraio 2018 Sbam


Ariele Frizzante sveglia alle 9:00 del mattino Pierpaolo Capovilla (già Il teatro delgi orrori) per parlare di You Don’t Exist il nuovo disco di One Dimensional Man

Ascolta l’intervista integrale:

Come è nato questo nuovo One Dimensional Man?

Un po’ per caso, mi è stato proposto da Franz e Carlo, avevamo finito la defaticante tournée del Teatro degli Orrori, i due che sono molto amici mi hanno chiesto:” che cosa ne dici di rimetterci all’opera con One Dimensional Man?” io non ho avuto esitazioni, anche perchè io sono uno che se non ha un palcoscenico dove andare almeno un paio di volte alla settimana vado in paranoia, io quando ho troppo tempo per me, troppa vita privata, alla fine mi lascio andare all’ansia e al panico delle piccole assurdità quotidiane, vivere in tournée, il palcoscenico, è qualcosa che ti da una forza e una vitalità privi di paragone.

Com’è stato riprendere la scrittura in inglese dopo Il Teatro degli Orrori

Che palle! Lo confesso senza timori, non amo scrivere in inglese, perchè risulta una mediazione tra ciò che voglio dire e ciò che diro’, non è il mio idioma, non sono madrelingua, infatti mi faccio aiutare sempre, da qualcuno di cui io possa avere totale fiducia, poi alla fine se devo scrivere in inglese lo faccio anche volentieri, la cosa importante sono i contenuti di ciò che andiamo a cantare nelle canzoni e in “You don’t exist” i contenuti non mancano affatto.

Sei uno dei pochi autori di musica italiana che non ha tentennamenti, l’intensità e la violenza sono sempre presenti

Mai, ho compiuto 50 anni 3 giorni fa, direi che a questo punto la via è segnata non c’è piu’ niente da fare

In questi 20 anni abbondanti di carriera come hai visto cambiare la “scena” musicale italiana?

Ormai credo non si possa piu’ parlare di scena, perchè per poterne parlare bisognerebbe almeno poter osservare una dozzina di gruppi che abbiano qualcosa in comune, magari abbiano un sentimento di comunione di interessi e questa cosa ormai non c’è piu’ c’era negli anni ’80, nei ’90, in questi anni tutto si è appiattito un po’ per colpa dei Talent Show un po’ per colpa delle grandi case discografiche che sono disinteresate al rock e un po’ per colpa del rock americano che ha subito una involuzione terribile i ragazzi piu’ giovani ascoltano ste schifezze tipo i Foo Fighters, rock di plastica che non significa niente e non dice niente, privo di valore e questo condiziona lo spirito musicale dell’epoca, noi veleggiamo in direzione ostinatamente contraria alle mode del momento


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