Home
U.S. President Donald Trump and Chinese President Xi Jinping (R) meet on the sidelines of the G20 Summit in Hamburg, Germany, July 8, 2017.  REUTERS/Saul Loeb, Pool - RC1EBFD46E60

L’ARRIVO DI DONALD TRUMP A DAVOS

25 gennaio 2018 Orient Express


L’arrivo del presidente americano Donald Trump al World Economic Forum di Davos  supera per dimensioni qualunque visita precedente alla manifestazione, e moltissimi si sono espressi sulla sua presenza.
Anzi, pare non esserci discorso in cui non compaia il nome del discusso presidente statunitense, molti sono curiosi di quali saranno le reazioni dell’America.

Erna Solberg, Primo Ministro Norvegese ha sintetizzato la situazione così: “Abbiamo bisogno della partecipazione degli Stati Uniti all’arena internazionale, in modo da raggiungere gli obiettivi dello sviluppo globale senza dipendere obbligatoriamente dall’est”

E ancora, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha dichiarato:
“Rispetto totalmente il fatto che Trump sia stato per rimettere l’America  “first”,  e che egli stia cercando di andare in quella direzione. Come europei e italiani, dobbiamo evidenziare il fatto che rispettare e proteggere gli interessi dei cittadini statunitensi è giusto, ma ciò non può significare mettere in discussione l’insieme di quelle relazioni commerciali che si sono rivelati utili per la nostra crescita.  Noi siamo disponibili al dialogo, ma la base della discussione dovrebbe essere il sostegno all’apertura, al libero commercio e agli accordi, non al protezionismo”.  Parole concilianti che si sommano ad opinioni molto divergenti, nell’Europa soggetta a una sorta di “neocolonialismo” economico da parte delle opposte superpotenze.

Tuttavia vi sono ancora buone carte da giocare per l’Europa, e l’innovazione locale a cui assistiamo in Cina accresce opportunità e competizione per le imprese italiane ed europee che inizialmente, potranno beneficiare della domanda cinese per prodotti altamente tecnologici e del lusso.

Tuttavia, se queste si faranno cogliere impreparate negli sviluppi dei prossimo anni, dovranno affrontare una fortissima concorrenza non sempre trasparente da parte delle agguerrite aziende cinesi


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *