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CHE COSA SONO I BRICS?

3 settembre 2017 Uncategorized


La Cina è pronta per accogliere i leader di Brasile, Russia, India, Sudafrica e della Cina stessa per il vertice Brics in partenza oggi a Xiamen.

Brics è l’acronimo dei nomi dei cinque paesi invitati. Il termine Bric, senza la “S” di Sudafrica, venne coniato nel 2001 da Jim O’Neill, economista di Goldman Sachs, per descrivere le economie emergenti che avrebbero potuto sfidare l’Occidente cambiando gli equilibri economici del pianeta.

Secondo le previsioni dello studioso, entro il 2050 queste quattro economie saranno le più importanti: Brasile e la Russia diventeranno fornitori dominanti di materie prime mentre India e Cina avranno lo stesso ruolo nel mondo della produzione di beni e servizi, grazie anche ai minori costi di manodopera e di produzione.

L’economista di Goldman Sachs nel suo report “Building Better Global Economic BRICs” non affermava però che questi paesi siano un’alleanza politica (come lo è invece l’Unione europea) o un’associazione commerciale formale ma che insieme abbiano il potenziale per formare un potente blocco economico. Rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale e occupano un quarto delle terre emerse. Per quanto riguarda la loro economia, insieme, sono produttori del 23 per cento del prodotto interno lordo mondiale e di circa il 16% del commercio internazionale.

I capi di stato dei paesi BRICS si incontrano regolarmente dal 2009 con un vertice annuale. Il primo si tenne nella città russa di Yekaterinburg. Per l’occasione vennero invitati i presidenti Luiz Inácio Lula da Silva del Brasile, Hu Jintao della Cina, Dmitry Medvedev della Russia e il primo ministro Manmohan Sing dell’India. Il Sudafrica è entrato a far parte del gruppo Bric nell’agosto del 2010 ed è stato infine invitato a dicembre dello stesso anno a partecipare al vertice dell’aprile 2011 nella città cinese di Sanya, modificando conseguentemente l’acronimo in BRICS. 

Queste nazioni rappresentano una forza trainante nei mercati emergenti ma rimangono paesi molto diversi, sia per problemi economici che rivalità. Uno dei maggiori risultati è l’istituzione nel 2014 della “Nuova banca di sviluppo”, “New Development Bank”: un’alternativa al Fondo monetario internazionale ed alla Banca Mondiale per progetti di sviluppo e stabilità finanziaria nei paesi interessati.


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