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UN MURO DI POST IT PER SENTIRSI PIU’ VICINI

19 dicembre 2016 Greta Ubbiali


Oggi i grandi elettori degli Stati Uniti che compongono il collegio elettorale si riuniscono per eleggere formalmente Donald Trump come 45° presidente degli Stati Uniti.
Nei giorni e nelle settimane seguenti alle elezioni moltissimi post-it sono apparsi nelle stazioni della metropolitana di New York creando un mosaico di emozioni, frustrazioni e paure provate dagli abitanti della Grande Mela. Molte delle note erano reazioni di sorpresa alla vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton. Si leggeva per esempio:

Come donna di colore non-etero in America ho paura ma non piangerò più. Restiamo forti

oppure

è questo è il muro che conta

alludendo ai piani di Donald Trump di costruire un muro al confine con il Messico.

Le quasi 50.000 note adesive lasciate nelle stazioni della metropolitana di New York sono diventate un simbolo internazionale di unità e di espressione collettiva. Il progetto è stato ribattezzato “Subway Therapy” (la Terapia della Metropolitana) e venerdì scorso, dopo più di cinque settimane, gli appunti sono stati tolti. Non andranno perduti però perché una vasta selezione sarà conservata dalla New-York Historical Society come un modo per documentare la risposta newyorkesi alle elezioni. Le note si uniranno ad altri manufatti che la società ha conservato come “spontanei momenti di crisi o di euforia”. Oggetti recuperati dopo gli attacchi dell’11 settembre, altri che hanno segnato i festeggiamenti dopo la legalizzazione del matrimonio omosessuale o ancora messaggi lasciati durante una veglia per le vittime della sparatoria alla discoteca Orlando. <> ha commentato Louise Mirrer, presidente e direttore generale della New-York Historical Society. E Subway Therapy evoca perfettamente questo momento storico.

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La mente dietro al progetto è quella di Matthew Chavez. Dopo essersi trasferito a New York circa un anno fa, Matthew è rimasto affascinato da un’idea: come fanno le persone che stanno male per qualcosa a sentirsi meglio? “Scrivere” è stata la sua risposta! Nove mesi fa, ha iniziato ad andare nelle stazioni della metropolitana con un libro su cui la gente poteva scrivere i propri segreti. Le persone hanno iniziato a parlare con lui perché <>, ha scritto sul suo sito web.

Il giorno dopo le elezioni americane, notando lo scossone emotivo sentito da tanti in città, ha deciso di portare penne e post it in un tunnel che collega due stazioni della metropolitana di Manhattan. E lì ha aspettato che le persone di passaggio lasciassero un pensiero, un messaggio o un augurio per il futuro. Matthew ha attaccato ogni nota adesiva, tornando anche nei giorni successivi con altri post it. Durante i primi cinque giorni dopo le elezioni, Chavez ha trascorso nel tunnel 40 ore. E il sabato dopo le elezioni, Chavez ha stimato 10.000 note attaccate su una parete del tunnel della metropolitana. Presto, le note hanno iniziato a spuntare in altre stazioni di New York. E poi ancora in altre città: Boston, San Francisco, Seattle e Toronto. Il progetto è diventato così esigente in termini di tempo che l’artista ha lasciato uno dei suoi due lavori per seguire il suo muro di post it in metropolitana. E oggi la Subway Therapy continuerà a vivere come pezzo di storia.

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