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THE WALL, L’ULTIMO CAPOLAVORO DEI PINK FLOYD

30 novembre 2016 Mattia Borella


Nella storia del rock molto spesso capita di ricordare una canzone o un disco tanto per i passaggi radiofonici ma meno per il vero significato che contiene. E l’album del quale parliamo oggi ne è il più classico degli esempi.
Il 30 novembre 1979 i Pink Floyd pubblicano l’album “The Wall“, un doppio concept partorito quasi interamente dalla mente di Roger Waters, basista e colonna portante della band. In un momento storico nel quale il punk e la disco music la fanno da padrone sono davvero poche le band “classiche” del rock che riescono a resistere a quesa vera e propria onda distruttiva musicale. Ma i Pink Floyd ce la fanno, attraverso il loro ingrediente segreto: la musica. Se fino al 1977 erano le lunghe suite strumentali a farla da padrone da un paio d’anni (“Animals” del 1977) i testi di Waters prendono il sopravvento sull’inventiva musicale di Gilmour e Wright (tranne che per “Comfortably Numb“), unendo ogni ingrediente e combattendo il mondo fuori attraverso una ricetta tutt’ora inarrivabile e mai ripetuta.

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The Wall” racconta lo storia della rockstar Pink, un personaggio fittizio inventato da Roger Waters che si trova a combattere con i muri creati dalla sua psiche instabile dovuta a traumi e costrizioni della vita. Dalla madre iperprotettiva al padre morto durante la seconda guerra mondiale fino ad arrivare agli insegnanti di scuola, tanto crudeli quanto imbarazzanti. È l’alter ego di Waters che si materializza espandendosi anche sulla band, relegando Wright, Gilmour e Mason a meri esecutori sul palco, come se fossero la sua band personale.
Questo fatto portò alla disgregazione dei Pink Floyd come li conosciamo. Richard Wright venne letteralmente licenziato da Roger Waters (per poi “assumerlo” come turnista per il tour del 1980).

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L’album ebbe un successo clamoroso, restò in vetta alla classifica negli Stati Uniti diventando il disco più venduto nel 1980 (caso quasi unico per un doppio LP). Secondo la rovista Rolling Stone è all’87° posto tra i migliori 500 dischi della storia.

Curiosità:

“Durante la canzone Empty Spaces si può udire chiaramente un messaggio registrato al contrario (il suddetto messaggio è nell’album in studio, ma non nel live e nel film). Se si ascolta la canzone al contrario, rallentando la velocità, si sente: “Any better: congratulations! You’ve just discovered the secret message. Please, send your answer to “Old Pink”, care of the “Funny Farm”, Chalfont.” (Niente di meglio: congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per favore, spedisci la tua risposta al “Vecchio Pink”, presso la “Funny Farm”, a Chalfont). Funny Farm è un termine in slang inglese con il quale si indicano gli ospedali psichiatrici. Il messaggio, evidente parodia dei messaggi subliminali, è anche un chiaro riferimento al mai dimenticato Syd Barrett, fondatore ed ex leader dei Pink Floyd, allontanato dal gruppo per problemi comportamentali causati principalmente dall’assunzione di droghe psicotrope.”

Guarda “Comfortably Numb” estratta dal film “The Wall” del 1982

Fonte: Pinkfloyd.com / Wikipedia.it

MATTIA BORELLA per Radio WE


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