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8 NOVEMBRE 1971, “LED ZEPPELIN IV”: QUANDO LA MUSICA ERA IL VERO TITOLO DI COPERTINA

8 novembre 2016 Mattia Borella


8 NOVEMBRE 1971, gli anni ’70 sono appena iniziati, i Beatles si sono sciolti da un anno e sulla scena musicale si affacciano gruppi come Black Sabbath, Jethro Tull, King Crimson e… Led Zeppelin. Con all’attivo 3 dischi la band viene costantemente sottovalutata e demolita dalla critica dell’epoca, accusati di poca originalità, di un cantato urlato e senza senso. L’ultimo album “Led Zeppelin III” è il più contestato dalla stampa dell’epoca per la massiccia componente acustica mentre i fan impazziscono e si moltiplicano in tutto il mondo.

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Seguendo questo filone Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham si ritirano ad “Headley Grange“, un’abitazione rurale situata nei pressi di Headley, nell’East Hampshire per concepire e registrare il quarto disco. Una sorta di misticismo cosmico circonda la band che in pochi mesi riesce a mettere insieme i pezzi per quello che sarebbe stato IL DISCO PERFETTO nella storia della musica: “Led Zeppelin IV“. Black Dog, Rock and Roll, The Battle Of Evermore, Stairway to Heaven, Misty Mountain Hop, Four Sticks, Going to California e When the Levee Breaks, queste sono le 8 tracce che compongono uno dei dischi più amati e imitati nel panorama rock mondiale. Un perfetto mix di hard rock, blues, folk e ballate, ogni elemento dell’universo Led Zeppelin concentrato in 42 minuti e 35 secondi di pura magia, da gustare tutto d’un fiato e senza scalini.

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Per questo quarto album la band scelse di non dare alcun titolo all’opera (anche se da molti è riconosciuto come Zoso, Four Symbols, Untitled e The Fourth Album), di non recare alcuna scritta sulla copertina con l’idea di far parlare la musica al posto delle parole. “Un suicidio commerciale“, tuonarono dall’Atlantic Records, timorosi che in un mondo fatto di immagini e cartelloni pubblicitari questa cosa potesse condannare la band al più grande flop commerciale nella storia della musica. Ma nonostante questo monito la band andò avanti con questa idea, sostenuta dal carismatico manager Peter Grant, uno che la voce grossa la sapeva fare senza guardare in faccia a nessuno.

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Una tappezzeria sgualcita con affisso il quadro di un contadino dell’800 in copertina e la modernità dell’urbanizzazione sul retro con l’immagine di un ecomostro di edilizia popolare. Il passato e il contemporaneo che si uniscono in ogni sfaccettatuta, come la loro musica.
Con questi semplici ma fondamentali elementi il disco vendette quasi 36 milioni di copie in tutto il mondo, 23 milioni solo negli stati uniti restando in classifica per 260 settimane, uno dei più grandi successi dell storia, senza alcuna promozione e senza alcun singolo in 45 giri a supporto. Le radio dell’epoca non si tirarono di certo indietro e Stairway to Heaven, della durata di 8 minuti, venne trasmessa dalle emittenti di tutto il mondo senza sosta.
Tanti auguri “Led Zeppelin IV”

MATTIA BORELLA per Radio WE


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