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UNA NOTTE A PALAZZO CLERICI ALLA SCOPERTA DEL BAIJIU

20 ottobre 2016 Orient Express


Il 19 ottobre nella Sala degli Arazzi di Palazzo Clerici, a Milano, è stato celebrato il baijiu il più famoso liquore cinese.

L’obiettivo della serata, organizzata dal produttore Wuliangye, era promuovere la cultura di questo liquore venduto in Cina da mille anni e che ora cerca un posto per sé nei cocktail bar di tutto il mondo. Il baijiu, letteralmente tradotto: “spirito bianco”, è l’equivalente della vodka per i russi o la tequila per i messicani: una eccellenza in bottiglia. Il suo successo all’estero inizialmente dipenderà da come i baristi lo includeranno come ingrediente chiave nei loro cocktail.

La cena è stata accompagnata dai due protagonisti della serata: il Baijiu 35°, consumato durante il pasto, e il Baijiu 52°, dal gusto più possente e complesso servito a fine pasto. All’evento istituzionale erano presenti anche le autorità Jacopo Mazzetti (dell’Assessorato al Turismo) e Margherita Barberis (Direttrice generale della Fondazione Italia Cina).

La serata ha visto l’avvicendarsi di musica e arte, un mix che ha stupito tutti i presenti. Il pittore Lai Yongchuan, maestro della pittura a china, ha dipinto dal vivo durante le performance musicali di Chang Jing allo zither, strumento tradizionale con cui si è esibita anche all’apertura dei giochi olimpici di Pechino, Daniel Ciobanu, moldavo virtuoso della viola, e Daniele La Cava sassofonista.

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La serata faceva parte del progetto One Belt, One Road “Un cintura, una via” della Cina. Il nuovo orientamento della politica estera cinese annunciata in due fasi dal presidente Xi Jinping e dal premier Li Keqiang che ha preso le mosse dall’Asia Centrale aprendo nuovi mercati e riorientando le vie commerciali della regione.

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Ottenuto dalla fermentazione dei cereali, tradizionalmente dal sorgo, il baijiu si presenta come un’acquavite bianca. Il prodotto della Wuliangye è il risultato di un complesso blend di cinque cereali, principalmente grano e sorgo che compongono circa il 60% della miscela, oltre che mais, riso e riso glutinoso per il rimanente. Il liquore è prodotto in un unico stabilimento con metodo artigianale. La miscela di cereali viene fermentata a secco, con una procedura manuale molto elaborata, eseguita in ambiente ad umidità controllata, in celle di fermentazione ricche di una particolare flora batterica, e in seguito distillata. Il risultato è un distillato dalla qualità altissima, che non disturba anche le persone meno tolleranti all’alcool. Il costo per la vendita del baijiu Wuliangye in Italia sarà elevato: 200/250 euro a bottiglia per la versione 52°.
Un’idea regalo di sicuro effetto per gli amanti dei liquori.

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Graziano Idini per Radio We


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