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CINQUE GIORNI: IL TEMPO CHE BASTA ALLA CINA PER SFORNARE UN NUOVO MILIARDARIO

17 ottobre 2016 Greta Ubbiali Orient Express


La ricchezza del mondo si sta spostando sempre più verso Oriente. Secondo un nuovo rapporto di Bank of Switzerland e PricewaterhouseCoopers l’Asia sforna un nuovo miliardario ogni tre giorni, superando tutte le altre regioni del mondo. Di questi, la metà proviene dalla Cina.

Di 113 imprenditori asiatici che hanno raggiunto questo status lo scorso anno (il 54% del totale mondiale), 80 di loro sono cinesi. E se nel 2009 i miliardari “made in China” erano il 35% della fetta asiatica, nel 2015 la percentuale è salita al 71%. La notizia arriva dopo un altro rapporto di Forbes dell’agosto scorso che indicava la Cina come il paese con il secondo numero più alto di miliardari tech, dopo gli Stati Uniti.

Il rapporto, pubblicato il 13 ottobre, ha analizzato i dati degli ultimi due decenni e prende in considerazione più di 1.300 persone. L’età media dei nuovi miliardari cinesi è 53 anni, la metà dei quali provenienti dal mondo della tecnologia. Seguono le imprese dei settori di consumo e al dettaglio e l’immobiliare. Allo stesso tempo l’urbanizzazione della Cina fa aumentare la spesa dei consumatori, il ché favorisce una rapida crescita per le imprese.

Nel frattempo, l’Europa è la dimora di 56 nuovi miliardari ma la maggior parte dei nuovi ricchi del Vecchio Mondo ha ereditato la propria ricchezza, mentre in Asia circa il 85% dei miliardari sono di prima generazione. Il conteggio dei nuovi miliardari americani invece è relativamente stabile. 41 persone sono entrate nella lista lo scorso anno, mentre 36 sono uscite del gruppo. In compenso c’è una differenza fondamentale tra i miliardari che “si sono fatti da soli” degli Stati Uniti e il resto del mondo: tendono a donare gran parte della loro ricchezza in opere filantropiche.

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