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DA CONSUMATORI A RIPARATORI: LA SVEZIA STUDIA INCENTIVI FISCALI PER CHI AGGIUSTA OGGETTI ANZICHE’ BUTTARLI

24 settembre 2016 Greta Ubbiali Uncategorized


Quando un oggetto si rompe è molto più facile, e spesso economico, comprarne uno nuovo che sistemare il vecchio e questo porta ad uno spreco di risorse e di denaro. Per scoraggiare la pigrizia – e ostacolare il fenomeno dell’obsolescenza programmata – il governo svedese vuole spingere i cittadini a sistemare i propri oggetti rotti, dalle biciclette alle lavatrici, rendendo l’operazione più economica.

I socialdemocratici e il Partito dei verdi martedì hanno presentato nel nuovo bilancio del governo una proposta per tagliare l’aliquota Iva dal 25% al 12% sulle piccole riparazioni (biciclette, vestiti o scarpe) nel tentativo di ridurre i rifiuti e proteggere l’ambiente. Una seconda proposta di incentivo prevede la possibilità di chiedere un rimborso sulle tasse del costo del lavoro per le riparazioni di elettrodomestici quali frigoriferi, forni, lavastoviglie e lavatrici.

Per Bolund, il ministro delle Finanze svedese e figura chiave per questi nuovi incentivi, sostiene anche che la mossa aiuterà a stimolare un’industria, quella delle riparazioni, che creerà nuova occupazione: Le misure infatti potrebbero fornire opportunità di lavoro che non richiedono una elevata formazione accademica.

Il governo svedese è da sempre attento alle tematiche ambientali. Dal 1990 ha tagliato le sue emissioni annue di anidride carbonica del 23%; genera più della metà della sua energia elettrica da fonti rinnovabili e adesso, con i nuovi incentivi, sposta la sua attenzione alle emissioni di anidride carbonica legate al consumo dei beni. Nel 2015, il governo ha recuperato più di 58.000 tonnellate di frigoriferi, congelatori e apparecchi elettronici, equivalenti a circa 6 chilogrammi per abitante.

Le proposte saranno presentate in Parlamento saranno votate entro dicembre per diventare legge dal 1° gennaio 2017. 


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